La vittoria di Minervini rilancia il Fronte della Costituzione

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La vittoria di Minervini rilancia il Fronte della Costituzione

Dalle bandiere rosse e arcobaleno che sventolano sulle note di «Bella ciao» al clamore social amplificato dagli account della sinistra radicale, l’elezione a sindaco di Molfetta di Manuel Minervini, comunista sostenuto da una coalizione di centrosinistra, ha assunto un valore che supera i confini locali e riaccende l’attenzione sul protagonismo di una tradizione politica antica. Un risultato che, secondo molti osservatori, rappresenta un segnale politico in un quadro nazionale frammentato.

Tra i presenti alla festa elettorale anche Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista. «La candidatura di un comunista – a New York come a Molfetta – non ha allontanato l’elettorato, anzi ha generato entusiasmo», ha dichiarato, parlando di una “riscossa” salutata anche dai leader della Sinistra europea. Per Acerbo, la vittoria si inserisce nel progetto del fronte della Costituzione, una proposta che punta a unire le forze democratiche in un’alleanza di rinnovamento, alternativa alla destra e distante dal vecchio centrosinistra neoliberista.

La costruzione della coalizione progressista a Molfetta non è stata lineare. In un primo momento il Pd sosteneva il civico Pietro Mastropasqua, ma la segretaria nazionale Elly Schlein ha imposto una svolta, commissariando la sezione locale e inviando il deputato barese Alberto Losacco per ricomporre il quadro. «Abbiamo riportato il Pd nel campo largo», ha spiegato Losacco.

Per Acerbo, Molfetta diventa ora un laboratorio politico: «Nel Paese di Gramsci e Berlinguer lavoriamo per un partito comunista moderno, con parole d’ordine chiare: attuazione della Costituzione, stop al riarmo, tassazione delle grandi ricchezze, rafforzamento dello stato sociale».