La cittadinanza civica a minori stranieri di Ruvo

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La cittadinanza civica a minori stranieri di Ruvo

Ventitré attestati, uno per ciascun minore straniero regolarmente residente a Ruvo di Puglia e iscritto all’anagrafe comunale da almeno due anni: è la motivazione che accompagna il conferimento della cittadinanza civica consegnata nel chiostro dell’ex convento dei Domenicani. Una cerimonia festosa, partecipata dal sindaco Pasquale Chieco, dall’assessore al Benessere e giustizia sociale Nico Curci, da rappresentanti della Comunità Oasi, dal terzo settore e soprattutto da bambine e bambini provenienti da famiglie originarie di Marocco, Albania, Nigeria, Bulgaria e Romania.

Il valore della cittadinanza civica, votata all’unanimità dal Consiglio comunale il 29 aprile 2024, è simbolico ma potente: un gesto che molti definiscono una forma di “disobbedienza civile” rispetto alla legge n. 91 del 1992, che disciplina la cittadinanza italiana e la cui riforma è da anni oggetto di dibattito. Save the Children, nel 2023, ha rilanciato la richiesta di introdurre uno ius soli condizionato, legato alla residenza legale dei genitori, come già avviene in diversi Paesi europei. «Si tratta di minori che si sentono italiani ma non lo sono formalmente», ricorda l’associazione, sottolineando come l’assenza di cittadinanza limiti la piena partecipazione alla vita sociale e, in prospettiva, politica ed economica del Paese.

Tra gli interventi più intensi, nel corso della cerimonia, quello di Fatna Dakir, vicesegretaria del Partito democratico ruvese e vicepresidente del Forum GiovanIdee: nata in Italia da genitori marocchini, ha ottenuto la cittadinanza solo al compimento dei 18 anni. La sua testimonianza ha dato voce a una generazione che si sente parte integrante della comunità.