Una nuova mobilitazione del mondo agricolo è in corso questa mattina sulla SP 231, all’altezza dell’incrocio tra Bitonto e Palombaio. A partire dalle 6, agricoltori e operatori del settore si sono ritrovati per manifestare contro la crisi che sta colpendo il comparto, con particolare riferimento all’olivicoltura. Al centro della protesta, i prezzi riconosciuti ai produttori, giudicati insufficienti a coprire i costi di produzione sempre più elevati. Una situazione che rischia di compromettere la sostenibilità economica delle aziende agricole e la sopravvivenza di un comparto strategico per il territorio.
Come fanno notare i promotori della mobilitazione, che vede protagonista gli operatori del settore agricolo della conca barese, il peso di manodopera, carburanti, fertilizzanti, irrigazione, manutenzione e molitura continua ad aumentare, mentre il prezzo delle olive è sceso a livelli che non garantiscono una remunerazione adeguata. Nelle contrattazioni attuali, si registrano valori compresi tra 3,80 e 4,10 euro al chilogrammo.
A incidere sul mercato è anche la concorrenza delle produzioni estere, in particolare quelle provenienti da Paesi mediterranei con costi produttivi inferiori. Di fronte a questa situazione, il costo per ottenere un litro di extravergine italiano di qualità può raggiungere i 6-6,50 euro, rendendo necessario un prezzo all’ingrosso più vicino ai 6,50-7 euro al chilogrammo per garantire la sostenibilità delle aziende.



