Un’ondata di sdegno ha travolto Bari dopo le scritte e i simboli di matrice neofascista e razzista apparsi ieri sulle pareti del Palazzo Ateneo dell’Università “Aldo Moro” e sugli arredi urbani della prospiciente piazza Cesare Battisti. Ignoti hanno tracciato slogan con vernice nera inneggianti alla remigrazione e alla violenza, e strappato i manifesti dell’organizzazione studentesca Cambiare rotta, affissi in vista dello sciopero generale del 30 ottobre.
Il collettivo Cambiare rotta ha denunciato l’accaduto parlando di un tentativo di intimidazione che non fermerà la mobilitazione. Immediata e ferma la reazione delle istituzioni accademiche. Il rettore Roberto Bellotti ha condannato con forza gli atti vandalici: «Offendono i valori fondanti della nostra comunità universitaria, presidio di inclusione e confronto democratico». L’Ateneo ha già annunciato la tempestiva rimozione dei graffiti e la massima collaborazione con le autorità per individuare i responsabili.
All’indignazione dell’università si è unita la voce del Coordinamento Antifascista di Bari (comprensivo di ANPI, ARCI, CGIL e Libera) e dell’Osservatorio Regionale sui Neofascismi. La coordinatrice Antonella Morga ha definito il gesto «vile e nostalgico», sottolineando come l’incitamento all’odio razziale non possa mai essere derubricato a semplice bravata giovanile.
L’intera comunità cittadina si stringe così a difesa dei valori democratici, ribadendo con fermezza che Bari rimane una città antifascista e che non ci sarà mai spazio per messaggi di odio e violenza politica.



