Il sindaco di Trani, Marco Galiano, conferma le dimissioni e annuncia che non tornerà sui suoi passi. La decisione, comunicata attraverso un lungo post sui social, arriva alla vigilia del 15 ottobre, termine entro il quale potrebbe ancora ritirarle.
Eletto l’8 giugno 2026 al ballottaggio con il 51,14% dei voti, Galiano era sostenuto da una coalizione di centrosinistra composta da Partito Democratico, Italia Viva, Alleanza Verdi e Sinistra, Popolari e Per Trani. La sua esperienza amministrativa si conclude dopo appena quattro mesi.
Alla base della decisione, secondo il sindaco, tensioni interne alla maggioranza, pressioni politiche e il venir meno del rapporto di fiducia. «Ho cercato di scorgere segnali di cambiamento. Solo questo ho chiesto, un segnale, visibile e concreto», scrive in un post sui social Galiano, escludendo che la crisi dipenda esclusivamente dalle controversie sul dimensionamento scolastico, sulle municipalizzate o sulla TARI.
Cosa accade adesso? L’articolo 53 del Testo unico degli enti locali stabilisce che le dimissioni del sindaco diventano efficaci e irrevocabili trascorsi venti giorni dalla presentazione al Consiglio comunale. In assenza di revoca, si procede allo scioglimento del Consiglio e alla nomina di un commissario straordinario, che amministrerà il Comune fino alle nuove elezioni, da tenersi nella prima tornata elettorale utile.
Galiano lascia ringraziando collaboratori e cittadini, senza nascondere l’amarezza per i progetti incompiuti. «Trani, la nostra Città, non ha bisogno di padroni. Solo di rispetto», conclude.



