La Procura di Bari ha chiuso la requisitoria sul crac della Banca Popolare di Bari, chiedendo pene pesanti per gli ex vertici dell’istituto, oggi Banca del Mezzogiorno. Il procuratore Roberto Rossi ha sollecitato nove anni e sei mesi per l’ex presidente Marco Jacobini e otto anni e tre mesi per l’ex vicedirettore generale Gianluca Jacobini, accusati di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza. Le richieste giungono al termine di un lungo percorso processuale avviato dopo il commissariamento della banca da parte di Bankitalia nel 2019.
Nel procedimento si sono costituiti parte civile centinaia di risparmiatori e azionisti che, secondo l’accusa, avrebbero pagato il prezzo più alto della gestione dell’istituto, perdendo complessivamente centinaia di migliaia di euro. Rossi, nella sua requisitoria, ha richiamato anche la testimonianza di una risparmiatrice che ha visto svanire i 20mila euro ereditati dal padre: una voce simbolica di un dissesto che, secondo la Procura, ha coinvolto 70mila azionisti e richiesto un intervento pubblico da oltre un miliardo di euro.
Parallelamente, il Tribunale di Bari ha assolto “perché il fatto non sussiste” Marco Jacobini, l’ex direttore generale Vincenzo De Bustis Figarola e le funzionarie Alessandra Domenica Siletti e Alfonsa Zotti, imputati per truffa ai danni di un’anziana cliente indotta – secondo l’accusa – ad acquistare prodotti finanziari illiquidi e rischiosi per 130mila euro. Uno dei circa 140 procedimenti analoghi che coinvolgono ex dirigenti e funzionari della banca. Il 19 maggio prenderanno il via le discussioni delle parti civili nel processo principale, prima della parola alle difese.



