Nella rete di Oppidum gli spacciatori di Andria

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Nella rete di Oppidum gli spacciatori di Andria

La Squadra Mobile della Questura di Andria ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 30 persone, accusate di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Venti sono finite in carcere, dieci agli arresti domiciliari. Tra gli indagati, tutti residenti ad Andria e di età compresa tra i 19 e i 64 anni, figura anche una donna.

L’inchiesta, denominata Oppidum, è stata coordinata dalla Procura di Trani e ha preso avvio nel gennaio dello scorso anno. Le indagini hanno svelato l’esistenza di una rete criminale ben strutturata, suddivisa in sei gruppi operanti in diverse zone della città: San Valentino, villa comunale, centro storico, Monticelli, Sacro Cuore e viale Virgilio.

Il sistema di spaccio era organizzato con “centralinisti” che gestivano gli appuntamenti telefonicamente. I pusher, spesso su monopattini o bici elettriche, raggiungevano i clienti per la consegna. In alcuni casi, le cessioni avvenivano durante attività quotidiane, come dimostra un’intercettazione in cui uno spacciatore proponeva lo scambio mentre faceva rifornimento con la famiglia.

Le indagini hanno evidenziato un’evoluzione del fenomeno: non più piazze fisse, ma un sistema fluido e mobile, con spacciatori in costante movimento. Sono state accertate 55 violazioni dell’articolo 75 del D.P.R. 309/90 e sei arresti in flagranza, con il sequestro di cocaina, eroina, hashish e marijuana.

Il Questore di Barletta-Andria-Trani ha inoltre applicato il DASPO “fuori contesto” a tutti gli indagati, misura che vieta l’accesso alle manifestazioni sportive a soggetti ritenuti socialmente pericolosi, per prevenire infiltrazioni criminali nelle tifoserie.