A dieci anni dalla scomparsa di Guglielmo Minervini, la Puglia ha celebrato una delle figure più luminose della sua storia civile. Durante la commemorazione, svoltasi nell’aula del consiglio regionale della Puglia, il presidente Antonio Decaro ha ricordato Minervini come un uomo delle istituzioni capace di trasformare la politica in un laboratorio di comunità, visione e responsabilità condivisa.
Minervini, morto nel 2016 a 55 anni dopo una lunga battaglia contro la malattia, è stato sindaco di Molfetta, assessore regionale, insegnante di informatica, editore e intellettuale. Da giovane aveva fondato la Casa per la Pace e animato il movimento Pax Christi accanto a don Tonino Bello, impegnandosi per i diritti degli obiettori e per una cultura della nonviolenza. Con la casa editrice La Meridiana e la rivista Mosaico di Pace ha contribuito a diffondere un cattolicesimo democratico attento ai temi sociali.
Decaro ha ricordato la sua idea di “politica generativa”, capace di liberare energie e dare protagonismo ai giovani. Programmi come Bollenti Spiriti hanno segnato una stagione di innovazione che ancora oggi rappresenta un patrimonio regionale. Minervini non concepiva la politica come gestione del potere, ma come costruzione di futuro: un messaggio che ha portato anche nella mobilità sostenibile, contribuendo alla prima legge pugliese sulle ciclovie.
Negli ultimi anni, nonostante la malattia, aveva continuato a impegnarsi, fino alla pubblicazione del volume La politica generativa. “La pace è pratica quotidiana di giustizia e cura delle comunità”, ha ricordato Decaro. Un’eredità che oggi, più che mai, chiede di essere raccolta.


