Le piante nelle aule scolastiche possono aumentare fino al 30% le capacità cognitive degli studenti, migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’inquinamento indoor. Come rivela uno studio di Coldiretti e Cnr, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Atmosphere e presentato al IV Congresso Nazionale del Fiore di Coldiretti a Viareggio.
La ricerca ha monitorato numerose scuole attraverso centraline installate nelle classi, confrontando ambienti con e senza presenza di verde. I risultati mostrano una riduzione dell’anidride carbonica del 20% nelle prime ore della giornata, con una capacità di assorbimento che può arrivare al 75% quando i livelli di CO2 aumentano. Le piante riescono inoltre a trattenere fino al 15% delle polveri sottili e ad assorbire sostanze inquinanti come formaldeide, xilene e toluene.
Secondo un’indagine Coldiretti-Censis, l’86% dei dirigenti scolastici italiani auspica l’introduzione sistematica delle piante nelle aule. Quasi nove presidi su dieci ritengono inoltre che il verde possa diventare uno strumento educativo per avvicinare i giovani ai temi dell’agricoltura, della sostenibilità e della tutela dell’ambiente.
Per la Puglia, la diffusione del verde nelle scuole rappresenta anche una prospettiva economica significativa. Il comparto florovivaistico regionale conta infatti 618 imprese e 3.221 addetti, con esportazioni che raggiungono i 58,6 milioni di euro, di cui oltre 52 milioni destinati ai Paesi dell’Unione europea. Tra i principali poli produttivi figurano Terlizzi e Leverano. Le piante, infine, svolgono un ruolo importante anche nella lotta al cambiamento climatico. Secondo il Cnr, l’aumento del verde urbano potrebbe ridurre le temperature cittadine fino a 3,5 gradi.



