Prosegue la mobilitazione del centrodestra pugliese contro l’aumento dell’addizionale Irpef deciso dalla Regione Puglia per far fronte al deficit sanitario. Ieri mattina, davanti alla Presidenza della Regione a Bari, si è svolto un flashmob che ha visto decine di manifestanti sfilare con striscioni e bandiere, bloccando il traffico per alcuni minuti e denunciando “l’operazione autoritaria” ai danni dei contribuenti.
La protesta si è svolta mentre il presidente Antonio Decaro e l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia incontravano i dieci nuovi manager delle aziende sanitarie pugliesi, sette dei quali nominati lo scorso 22 maggio.
«Hanno deciso sulla pelle dei cittadini pugliesi», ha dichiarato il consigliere regionale della Lega, Fabio Romito, accusando la giunta di sprechi legati a consulenze, ospedali Covid e acquisti di mascherine. Sulla stessa linea il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo, secondo cui «prima di chiedere più risorse bisogna capire dove finiscono quelle già stanziate».
Per Paride Mazzotta, capogruppo di Forza Italia, l’aumento dell’addizionale è «un’iniziativa autoritaria» che scarica sui cittadini la «mala gestio» degli ultimi anni. Il coordinatore regionale della Lega Roberto Marti ha contestato il paragone con altre regioni in deficit, sostenendo che «nessun altro governatore ha agito così» e che Decaro avrebbe dovuto chiarire la situazione «già in campagna elettorale».
«Le tasche dei cittadini non si toccano. O cambia rotta o se ne va a casa», ha concluso il senatore Filippo Melchiorre. La mobilitazione proseguirà, come chiarito dai promotori, con una raccolta di firme contro l’aumento dell’Irpef in tutti i comuni pugliesi.


