La giunta regionale della Puglia, con il governatore Michele Emiliano, ha annunciato di voler interrompere i rapporti istituzionali con Israele, definendo l’azione del governo Netanyahu un “genocidio di inermi palestinesi”. L’iniziativa si concretizza nell’invito a dirigenti e dipendenti della Regione, delle sue agenzie e società partecipate a cessare ogni legame con rappresentanti israeliani, tranne quelli che si oppongono attivamente alla guerra a Gaza. Emiliano sottolinea che si tratta di una posizione contro il governo israeliano, non contro il popolo.
L’annuncio di Emiliano ha destato la rerazione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha sottolineato come “la politica estera la fa il Governo e non le Regioni”. La stoccata del ministro si inserisce nelle polemiche di questi giorni tra centrodestra e centrosinistra in vista della manifestazione per Gaza del 7 giugno a Roma.
La presa di posizione di Emiliano segue la mozione del consiglio comunale di Bari che condanna il terrorismo e la violazione dei diritti umani da parte del governo Netanyahu, chiedendo la sospensione dei rapporti commerciali con Israele e la sua esclusione dalla Fiera del Levante fino alla fine dell’operazione militare a Gaza. La città ha inoltre consegnato le chiavi al giornalista palestinese Wael Al-Dahdouh, in segno di solidarietà con il popolo palestinese.


