Il lavoro l’antidoto più potente al carcere

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Il lavoro l’antidoto più potente al carcere

Superare lo stigma e trasformare il lavoro in strumento di rinascita sociale. È questo il cuore dell’iniziativa “Sprigioniamo le competenze: l’inclusione che genera valore”, in programma domani, venerdì 19 giugno alle 16.00, al Portico dei Pellegrini di Piazza San Nicola a Bari, promossa da Fondazione AIDP Lavoro e Sostenibilità ETS e CNEL, che promuovono il lavoro come strumento di inclusione sociale.

L’obiettivo è chiaro: favorire il reinserimento lavorativo delle persone detenute, creando sinergie tra istituzioni, imprese e terzo settore. Un tema che tocca da vicino il mondo delle Risorse Umane, chiamato a tradurre la responsabilità sociale in opportunità concreta per chi cerca una seconda possibilità.

Apriranno i lavori Eugenio Di Sciasio, Vito Leccese, Emilio Minunzio, Isabella Covili Faggioli e Dario Babbo, rappresentanti di istituzioni e fondazioni impegnate nel dialogo tra economia e inclusione. Seguiranno gli interventi di Filippo Giordano (LUMSA), Luca Mariantoni (Sapienza) e Giuseppe La Pietra (Movimento Cristiano Lavoratori), che approfondiranno gli aspetti normativi e le agevolazioni previste dalla Legge Smuraglia.

Particolarmente attesa la sessione delle testimonianze, con Luciana Delle Donne, Domenico Spinelli e Antonino Abbaleo, esempi di come il lavoro possa diventare motore di cambiamento e dignità. A moderare sarà Cinzia Rossi, presidente della Fondazione Communia.

L’iniziativa, sostenuta da AIDP Puglia e Basilicata, si rivolge a imprenditori, manager e operatori sociali, promuovendo una cultura dell’inclusione che trasformi il pregiudizio in valore condiviso. Un appuntamento rivolto a ribadire come la “recidiva zero” non sia utopia, ma un obiettivo possibile quando il lavoro diventa ponte tra giustizia e futuro.