Il riconoscimento immediato dello stato di crisi del comparto olivicolo-oleario e l’apertura urgente di un confronto con il Ministero dell’Agricoltura. Sono le richieste avanzate dai sindaci del territorio al prefetto di Bari, che si è impegnato a trasmettere al Governo un documento sulle difficoltà del settore. Un primo risultato della mobilitazione promossa dagli olivicoltori della Terra di Bari, alle prese con il crollo delle quotazioni dell’olio a poche settimane dall’avvio della raccolta.
L’esito dell’incontro in Prefettura ha rafforzato la posizione comune dei sindaci del territorio, che chiedono al Governo un intervento urgente per il comparto olivicolo. La richiesta di riconoscimento dello stato di crisi, avanzata dalla Regione Puglia già a maggio, resta infatti senza risposte operative.
A preoccupare è soprattutto il crollo dei prezzi: dai 9,20 euro al chilo registrati nel novembre scorso si è passati agli attuali 4-4,20 euro, con punte al ribasso fino a 3,80 euro. Quotazioni che rischiano di rendere antieconomica la raccolta, spingendo molte aziende a lasciare le olive sugli alberi.
Il settore vive il paradosso di una campagna promettente dal punto di vista produttivo, ma penalizzata da un mercato sfavorevole, aggravato dall’eccesso di giacenze e dalla concorrenza degli oli esteri. Da qui la richiesta di maggiori controlli sulla tracciabilità.
Il comitato Orgoglio Olivicolo chiede inoltre sostegni economici a produttori e frantoi, misure per lo stoccaggio dell’olio e controlli antifrode. Intanto la mobilitazione continua, con nuovi presìdi e iniziative in programma nei prossimi giorni.



