Emiliano promosso alla consulenza della Commissione Lavoro

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Emiliano promosso alla consulenza della Commissione Lavoro

Dopo 168 giorni di stallo e una discussione fiume di oltre due ore e mezza, il Csm ha chiuso il caso Emiliano: il plenum ha autorizzato a maggioranza la consulenza al Senato, con 15 voti favorevoli, 7 contrari e 6 astenuti. Per l’ex governatore della Puglia si apre così il fuori ruolo come consigliere tecnico della Commissione d’inchiesta sul Lavoro, presieduta dal vendoliano Tino Magni. Finisce il limbo iniziato il 7 gennaio, quando aveva lasciato la guida della Regione.

La decisione è maturata al termine di un confronto acceso, segnato dalle due relazioni opposte della terza commissione: quella del togato Marcello Basilico, favorevole alla consulenza, e quella della laica Daniela Bianchini, che proponeva il ritorno in toga a Benevento. Nel dibattito, definito da più consiglieri un unicum nella storia del Csm, la laica Isabella Bertolini ha ricostruito la vicenda come una sequenza da serie tv, parlando di “imbarazzo” per la categoria. Enrico Aimi ha richiamato il rispetto della legge, mentre il consigliere Tullio Morello ha ribadito che la riforma Cartabia non poteva essere applicata retroattivamente al caso Emiliano.

Dopo il voto, l’ex governatore ha espresso soddisfazione: «Non vedo l’ora di mettermi al lavoro sulle indagini su caporalato e sicurezza del lavoro». E ha rivendicato la scelta del Csm: «Non potevo tornare in aula con la toga come se nulla fosse». Sulle critiche del centrodestra ha chiuso con pragmatismo: «È il gioco delle parti».