Decaro denuncia il rischio di collasso per la sanità pubblica

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Decaro denuncia il rischio di collasso per la sanità pubblica
L’incremento di 3,4 miliardi di euro previsto dalla manovra per la sanità – con circa 1,8 miliardi destinati al Fondo Sanitario Nazionale e la restante quota a sostegno delle cure per gli over 75 fragili – rischia di non bastare. La misura è stata giudicata ampiamente insufficiente dai governatori, compatti nel richiedere risorse ben più consistenti.
A dar voce al malcontento è il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che a margine della Conferenza Stato-Regioni ha lanciato una provocazione diretta: «Essendo la sanità una funzione delegata, viene voglia di dire che lo Stato può riprendersela». La Commissione Salute, che riunisce tutte le Regioni, sollecita un aumento del Fondo Sanitario Nazionale di 6 miliardi all’anno per il prossimo triennio. In assenza di tali garanzie, l’avvertimento è chiaro: l’intero sistema sanitario nazionale rischia il collasso.
A gravare sui bilanci regionali sono soprattutto i costi indiretti stabiliti a livello centrale, tra cui i legittimi rinnovi contrattuali del personale medico, l’introduzione di farmaci innovativi ad alto costo e il trasferimento di alcuni medicinali alle farmacie territoriali. Senza coperture adeguate, le amministrazioni locali rischiano di finire in Piani di rientro da cui è estremamente complesso uscire, complicando anche il superamento dei divari territoriali legati agli indici di deprivazione e dispersione geografica.
Mentre si valutano i conti per la Puglia, dove si stima il disavanzo tra spese sostenute e risorse statali in arrivo, Decaro ribadisce che per tutelare un modello universale invidiato nel mondo serve una scelta politica chiara a favore della salute pubblica.