Finisce con due conferme pesanti per il centrosinistra il turno di ballottaggio in Puglia, dove Trani e Molfetta erano le sfide più osservate. Due città diverse per storia politica e dinamiche interne, ma accomunate da un dato: la capacità del campo progressista di tenere il punto nonostante un’affluenza molto più bassa rispetto al primo turno.
A Trani, unico capoluogo di provincia al voto, Marco Galiano supera di misura Angelo Guarriello, fermandosi poco sopra il 51%. Una vittoria sofferta, maturata al termine di una rimonta del centrodestra che ha reso il testa a testa incerto fino all’ultimo. Decisivo il ruolo del civico Giacomo Marinaro, che con il 21,5% raccolto al primo turno ha rappresentato il bacino più conteso. Con l’elezione di Galiano, il centrosinistra mantiene il governo della città per l’undicesimo anno consecutivo, proseguendo il solco aperto dalle amministrazioni Bottaro.
Ben più netto il quadro a Molfetta, dove Manuel Minervini chiude con oltre il 67% contro il civico Pietro Mastropasqua. Un distacco ampio, cresciuto seggio dopo seggio, fino ad assumere i contorni di un plebiscito. Minervini, 36 anni, ingegnere, aveva sfiorato il 45% già al primo turno e ha completato una ricomposizione politica rara: partito da una candidatura promossa da Rifondazione comunista, è riuscito ad aggregare progressivamente Demos, Italia Viva, M5S, Avs e infine anche il Pd.
Per Molfetta il voto segna anche la fine della parentesi commissariale seguita al crollo dell’amministrazione nel 2025, chiudendo una fase turbolenta e aprendo una nuova stagione politica.


