Il futuro del Corato Calcio si ferma davanti a una scelta dolorosa: la società non si iscriverà al prossimo campionato di Promozione pugliese, interrompendo una storia sportiva che attraversa più di ottant’anni. L’annuncio, affidato alle parole del presidente Francesco Colabella, arriva dopo settimane di tentativi falliti per reperire sostegni economici e garantire la continuità dell’attività. «La decisione più difficile della mia presidenza», ha scritto Colabella, spiegando che le trattative non hanno prodotto risultati e che i contatti con l’amministrazione comunale non hanno portato ad alcun risvolto concreto. A pesare sono l’aumento dei costi di gestione e la mancanza di un adeguato supporto imprenditoriale, elementi che hanno reso impossibile programmare una nuova stagione.
La rinuncia ha scatenato la reazione durissima del Club Corato, che rappresenta la tifoseria neroverde. Il presidente Carmine Teotino ha parlato di «vergogna collettiva», puntando il dito contro politica locale, imprenditori e tutti coloro che avrebbero assistito passivamente al declino della società. Il Club rivendica invece l’impegno dei tifosi, che negli anni hanno sostenuto la squadra con risorse, tempo e passione.
La notizia arriva a meno di un anno da un momento che avrebbe dovuto segnare una rinascita: la riapertura dello stadio comunale, tornato agibile dopo i lavori di riqualificazione. Con il campo in erba naturale, le tribune rinnovate e le nuove torri faro, il Corato Calcio era pronto a tornare a giocare in casa. Colabella aveva parlato di «ritorno a casa» e di nuova energia per il campionato. Oggi quel ritorno rischia di restare un simbolo sospeso.


