Guardare altrove per ritrovare se stessi

Un’elegante danza di fiori che esplode in gioiose corolle, metafora della vita che fluisce, è il leitmotiv della personale di Daniela Perego al museo "Nuova Era" di Bari

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Quando si incrociano anime speciali è difficile dimenticarne il profumo, l’essenza, le vibrazioni. C’è chi l’arte la vive come triste business, chi resta fedele alla tradizione, chi si mette in gioco e chi naturalmente accoglie, nel senso più profondo di ascolto.

Il museo Nuova Era di Bari, affidato al talento e alla competenza di Rosemarie Sansonetti, ha ospitato l’affascinante personale di un’artista speciale: Daniela Perego, di origine fiorentina, autrice di una serie di opere raccolte sotto il titolo sibillino Altrove. La curatrice, Micol Di Veroli, definisce il lavoro di Daniela una ricerca ontologica. “Da sempre, focalizzata sull’esplorazione di situazioni liminali – scrive – che mediante l’immagine aprono nuove ricerche sulle relazioni tra sistemi e abitudini sociali e tra corpo e tempo. Come l’allegoria della caverna di Platone, Daniela Perego si occupa della documentazione e delle questioni intellegibili dove l’instabilità e la fragilità della stessa realtà è messa in discussione. L’artista genera con questa mostra un percorso circolare che reifica l’affermazione del senso come ripetizione dell’istante che riafferma l’istante”.

Donna di grande spessore, Daniela avvia la sua carriera negli anni ’90 a Roma, spaziando dalla fotografia alla videoinstallazione, fino a ricongiungersi nuovamente con la materia. Dopo la prima tappa nel 2017 al Macro – Museo di arte contemporanea di Roma con l’edizione Arrivederci, gli spazi raccolti della storica galleria barese hanno fatto da sfondo neutro e silenzioso ad una installazione quasi rituale, che intercetta corrispondenze suggestive, in cui tutto è come sospeso, sospinto da un accennato tocco familiare che sparge nello spazio un’infinita nuvola di margherite.

Entrando nella sala principale ci si trova, infatti, dinanzi a tremila fiori realizzati a crochet come soffio che giunge da lontano o forse da vicinissimo, emblema di ciò che ci è più caro, traslato in quei fragili e modesti petali bianchi, custodi di una memoria troppo dolorosa, infinitamente preziosa. Un piccolo dono, un saluto speciale, che segna una sorta di rituale di passaggio, ebbro di candida speranza. Parte così, dal buio più fondo, stampato in blocchi scuri, quel processo di catarsi che conduce ad una rinascita e germina dal nulla, oltre la tenebra, dentro l’assenza.

In una estensione onirica che trascende ma non fugge, che urla e allude, che consente di plasmare in sostanza ciò che ci appartiene ma passa oltre. Da quell’altrove la Perego pesca il suo balsamo e ne riemerge rinvigorita, pronta ad una nuova avventura, che conserva il sapore e il profumo di “lei”.

È come quando dinanzi ad un bivio si avverte quel deleterio spaesamento che stordisce, ma, in modo sorprendente e inaspettato, ti cura anche. A volte è necessario non trovare la via, perdendosi un po’ in quel reticolo sconosciuto di se stessi, per poi riappropriarsi vittoriosamente della propria identità, rinnovata per forza. Questo l’artista lo sa bene e nel suo incantevole lavoro, che si lascia amare facilmente, fatto di blocchi monocromi, presenze naturali, un’elegante danza di fiori secchi che infine esplode in gioiose corolle, tesse sussulti di bambina, fruscii amorevoli, gesti ordinari teneramente rievocati in traslazioni concettuali sopraffine, tra percepito e vagheggiato, in un unicum circolare che da una visione esperienziale si estende a condizione condivisa.

“Quale direzione sta prendendo l’arte? Prevale l’attenzione per le attuali criticità o la neutralità?” Chiediamo a Daniela per approfondire le ragioni della sua arte. “Penso che oggi le direzioni dell’arte siano molteplici – spiega l’artista – come del resto accade già da numerosi anni. Non direi che ce ne è una predominante che può dirsi tale, lo può essere per un periodo ma poi si incontra con un’altra per lasciarle il passo o intrecciarsi con lei e via via come una sorta di gomitolo ingrovigliato”. E ancora: “A quali progetti stai lavorando?” “Ultimamente mi sto confrontando con la pittura e l’arte tessile ma sempre in parallelo con la fotografia e il video. Sto preparando una mia prossima personale a Roma, partecipando ad un progetto di libri d’artista e organizzando una rassegna per artisti ancora non conosciuti. Insomma anche qua azioni diverse che si intrecciano come un gomitolo”, la sua risposta.

Alcune opere di Daniela Perego, in mostra alla galleria barese “Nuova Era”