Il coniglio ripieno? Il piatto preferito di Feuerbach

Se l'uomo è ciò che mangia, non c'è pietanza, come quella a cui è dedicata la sagra di Casamassima, che rappresenti meglio la cultura contadina degli abitanti del luogo

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Fino a che punto possiamo ritenere veritiera, ancora oggi, l’espressione ”l’uomo è ciò che mangia” del celebre filosofo tedesco Ludwig Feuerbach? Com’è stato condizionato il nostro modo di essere, la nostra cultura, il nostro ben-essere dal cibo che mettiamo in tavola? La globalizzazione ci ha fatto conoscere cibi nuovi, appetitosi, da consumare velocemente in solitudine, in piedi, per uno spuntino; cibi che ci fanno sentire più ricchi, più ok perché più simili agli altri. Il bisogno di guadagnare tempo ci fa desiderare qualcosa di precotto, da riscaldare al forno a microonde, bello a vedersi e pubblicizzato a dovere giusto per non avere il problema della scelta.

Ma come abbiamo pagato questa modernità? Cosa abbiamo dato in cambio? Abbiamo  sacrificato le nostre radici, la nostra cultura contadina, i cibi cucinati in casa con amore, le attese della lievitazione lenta del pane, le chiacchiere del pranzo in famiglia, il rispetto del ciclo delle stagioni, la salute mentale e fisica, l’amore. Ecco perché è davvero lodevole l’impegno di quanti cercano di riproporre antichi sapori, che riportino la memoria di emozioni del passato sepolte nei meandri del nostro inconscio ma pronte a riaffiorare con l’occasione giusta.

Palazzo Monacelle, nel Borgo Azzurro, sede della biblioteca/pinacoteca dellla Fondazione intitolata a Mons. Montanaro

La Pro Loco di Casmassima in collaborazione con l’amministrazione comunale offre questa occasione, con la gustosissima sagra U chenìgghie chìine e la fecàzze de patàne, che si svolge a Casamassima da oggi sino a lunedì 19 settembre. Altro che wurstel e hamburger! In piazza si potranno assaporare antichi sapori e profumi del passato della nostra cucina contadina, della caratteristica pietanza che i casamassimesi preparavano proprio a settembre in occasione della festa di San Rocco, il santo patrono.

Si dice che i profumi e i sapori abbiano il potere di suscitare ricordi ed emozioni più di tutti gli altri sensi, contribuendo al nostro benessere. Ed è vero! Mi sembra ancora, dopo tanti anni, di entrare nella vecchia casa della mia amica Annina, nel Borgo Azzurro. Nella calda atmosfera del vignale, abitazione tipica del borgo, sento ancora affiorare l’acquolina che mi avvisava del saporito dono per le mie papille gustative! Il profumo che veniva dal forno a legna era pregno di essenze gustose: uova, formaggio, aglio, cipolla che erano state amalgamate con le interiora del coniglio. Quando Annina prendeva il suo capolavoro dal forno nella teglia di creta era veramente uno spettacolo culinario che rendeva ancora più piacevole l’atmosfera. Le risate, il vino rosso, i racconti facevano da contorno.

La tipica focaccia di patate da gustare insieme al coniglio ripieno

Non c’era la ricercatezza dei grandi chef ma la semplicità di una cucina povera che si vestiva a festa per condividere con tutta la famiglia la gioia dei festeggiamenti. Il coniglio ripieno, con le zampe “all’aria” di un colore quasi caramellato, era in compagnia di patate anch’esse dorate e insaporite dell’essenza del ripieno. Il coniglio sembrava lieto di essere il protagonista della tavola senza temere il confronto con il tacchino al forno americano.

La padrona di casa lo divideva in porzioni e non c’era da scegliere: tutte erano buonissime. Naturalmente in ogni porzione c’era un assaggio del ripieno. Si mangiava con gusto e si ringraziava per avere in tavola la carne bianca, tanto osannata dalla dieta mediterranea, di un coniglio che era stato allevato con cura nel “casello” accanto alla casa, nutrito con gli avanzi e preparato per la grande occasione: era questa la sua missione senza ombra di dubbio! 

Degna compagna del coniglio era la focaccia di patate: soffice, gustosa, adorna di pomodori, insaporita dal fumo del forno. Un grande patrimonio alimentare ma anche culturale destinato a rivivere in questi giorni a Casamassima durante la sagra allietata da musiche, bancarelle e tanta serenità, il giusto ingrediente per assicurare la buona riuscita di ogni pranzo.

Le foto sono tratte dalla pagina fb della Pro loco di Casamassima