Le majors della maratona nelle medaglie di Angelo Visicchio

Da New York a Tokio, il fascino di una disciplina che all'aspetto sportivo unisce la conoscenza di luoghi e persone, nel racconto dell'atleta ruvese

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Non è vero che solo gli atleti professionisti riescono ad ottenere significativi successi. Angelo Visicchio, quarantacinquenne ruvese, appassionato di maratona, ha partecipato alla World Marathon Majors che comprende le sei principali gare di New York, Berlino, Londra, Chicago, Tokyo e Boston. Una sfida davvero impegnativa, non solo a livello fisico ma anche psicologico, come ci spiega lo stesso autore di quest’impresa sportiva, rientrato in questi giorni per le ferie a Ruvo di Puglia. Angelo ha lasciato la sua città nel 2002 per raggiungere Londra, dove ha lavorato presso la DHL, multinazionale del settore dei trasporti. Successivamente, sempre per la stessa azienda, si è trasferito in Germania a Colonia. Il rientro in Italia si è verificato quando ha potuto mettere a frutto la sua ormai vasta e lunga esperienza nell’ambito della movimentazione delle merci, corroborata dalla laurea in Scienze statistiche ed economiche conseguita nel frattempo. Oggi è responsabile della logistica alla Fercam di Rho, in provincia di Milano.

 

In realtà, quando Visicchio si è avvicinato al mondo dello sport è stato per inseguire la sua passione per il calcio. E’ stato così che ha ottenuto il patentino come arbitro di calcio Figc in forza alla sezione di Gallarate. Successivamente, si è avvicinato al mondo dell’atletica leggera, partecipando alla maratona di New York, una delle più importanti a livello internazionale. Angelo non nasconde le emozioni vissute durante la gara, soprattutto dopo aver ritirato il numero del pettorale: si trattava, infatti, della prima delle sei “cime” che si accingeva a scalare. In quell’occasione ha potuto ammirare la splendida medaglia che raggruppa le sei majors: un ambito trofeo che lo ha fortificato nell’idea che valesse davvero la pena proseguire in questa “eroica” avventura.

“La maratona di New York del 2016, la prima delle sei tappe – racconta Visicchio – è quella di cui serberò per sempre splendidi ricordi: una gara stupenda e con una forte presenza di pubblico che incitava i partecipanti lungo tutto il percorso. L’anno successivo, spinto dalla voglia di confrontarmi nuovamente con questa disciplina, ho partecipato alla maratona di Berlino, in un contesto completamente diverso rispetto alla città americana. Questa tappa è stata, infatti, abbastanza tranquilla, con una leggera pioggerellina che ha salutato i concorrenti alla partenza. Un ricordo che porterò sempre con me è la presenza dei percussionisti, che sotto un ponte scandivano a colpi di tamburo i battiti del cuore. L’arrivo è stato davvero emozionante, con tutti i partecipanti che transitavano sotto la porta di Brandeburgo”.

“Nel 2018 giunge la maratora di Londra: abbiamo corso sotto un sole cocente, evento molto raro da quelle parti dove il cielo è sempre pumbleo e piovoso. Alla fine posso ritenermi molto soddisfatto di questa gara, visto vivevo in quella città per via del lavoro. Nello stesso anno ho partecipato alla maratona di Chicago, dove abbiamo trovato un clima completamente diverso rispetto a Londra: tempo piovoso e numerosi ponti da attraversare, ciò che rendeva più faticoso il percorso”, prosegue nel racconto.

La tappa di Tokyo è del 2019: una gara “fortunta” perché Angelo riesce a vincere il pettorale per potervi partecipare e, di conseguenza, il costo di iscrizione diventa veramente contenuto. La gara si svolge tutta sotto la pioggia e grazie alla particolarità del percorso, il nostro riesce ad incrociare gli atleti di testa, e a valutarne dal vivo l’autentico valore. Ultima tappa quella di Boston, che doveva svolgersi nel 2020, sospesa a causa della pandemia. Contrariamente a quanto verificatosi per Tokyo, Angelo deve acquistare un pettorale ad invito il cui prezzo è abbastanza elevato. “Questa gara me la sono goduta e gestita dal punto di vista atletico, in quanto – spiega Visicchio – l’obiettivo principale era raggiungere il traguardo dove mi sarebbe stata consegnata la medaglia vinta nel lontano 2016. Ci tengo a precisare che i miei tempi di percorrenza vanno dalle 4 ore e 02 alle 4 ore e 18. Per questo motivo posso ottenere solo pettorali ad invito per i quali non è richiesto alcun tempo specifico”, spiega Angelo.

“Ora che ho terminato le sei majors cercherò di svolgere almeno una volta all’anno una maratona in città quali Milano, visto che ci vivo, e Atene, a novembre del prossimo anno, alla quale è legata l’origine della maratona. E poi chissà se nel frattempo estenderanno il numero delle majors ad otto. Ci terrei a partecipare alle nuove gare se ve ne saranno”, prosegue. Durante le sei maratone, Angelo ha ricevuto il tifo dei suoi genitori che, anche se non potevano assistere alle gare, facevano sentire il loro entusiasmo a distanza. Inutile dire la gioia quando hanno ricevuto la notizia delle medaglie conquistate, che li ha resi molto orgogliosi. E’ certo che le tante esperienze sportive in giro per il mondo saranno per Angelo uno degli argomenti preferiti con parenti e amici in questi giorni di ferie a Ruvo.

Le foto sono tratte dalla pagina fb di Angelo Visicchio