Il volo più alto di Roberta Bruni all’ “ombra” di Mennea

Nella seconda giornata degli eventi dedicati da Barletta alla sua più grande gloria sportiva, l'atleta romana stabilisce il nuovo record italiano di salto con l’asta

Il castello svevo di Barletta è stata la suggestiva cornice della seconda edizione del Galà internazionale di salto con l’asta organizzato dal Gruppo Sportivo Avis in collaborazione con l’associazione Io Corro. Una manifestazione che per la presenza di tanti valorosi atleti, alcuni di spessore internazionale, ha riscosso un ampio successo, come hanno fatto notare i due organizzatori Eusebio Haliti e Lorenzo Giusto, rispettivamente responsabile organizzativo e tecnico.

Il galà è stato il secondo appuntamento del calendario di eventi 19’’72 Un anno di Atletica, dedicato all’indimenticabile velocista barlettano Pietro Mennea: il primo appuntamento si è svolto lo scorso 25 marzo mentre il terzo ed ultimo si terrà il prossimo 11 settembre con il Mennea Day allo stadio comunale Pittulli. Tra Barletta e Mennea ci sarà sempre un legame speciale, per ciò che il velocista pugliese ha rappresentato, portando la propria terra in giro per il mondo.

Pietro Mennea in una foto di Raiplay.it

La vicenda sportiva di Mennea era cominciata quando l’atleta si era iscritto all’Avis Barletta, partecipando nel 1968 al trofeo Vele dello Sport, organizzato dal Corriere dello Sport a Termoli. Poi il trasferimento a Formia, dove, grazie all’allenatore Carlo Vittori, cominciò la sua luminosa stagione di successi. Nel 1971 giunge il debutto ai campionati europei: il velocista conquista il terzo posto nella staffetta 4×100 metri e il sesto posto nei 200 metri piani. L’anno successivo il debutto ai Giochi olimpici estivi a Monaco di Baviera, dove arriva un ottimo terzo posto nei 200 m piani. A seguire, altre tre finali olimpiche consecutive nella stessa specialità. Ai successivi campionati europei del 1974 a Roma, Mennea vince la medaglia d’oro nei 200 metri per poi ottenere due secondi posti, prima nei 100 m dietro a Borzov, storico rivale, e poi nella staffetta veloce. Seguiranno altri risultati importanti, fino al 1979, l’anno indimenticabile in cui nelle Universiadi di Città del Messico, l’atleta pugliese ottiene il record mondiale nei 200 m con il tempo di 19’’72: record rimasto imbattuto per circa 17 anni e superato solo nel 1996 da un altro fenomeno, Michael Johson, ai giochi olimpici degli Stati Uniti con il tempo assoluto di 19’’66. Sempre in Messico, Mennea stabilisce un nuovo record europeo nei 100 m con 10’’01, battuto da un altro italiano, Filippo Tortu, solo il 22 maggio 2018.

Ma torniamo al gran galà di salto con l’asta. Tra le note di maggior rilievo, il nuovo record italiano nel salto con l’asta: Roberta Bruni, classe 1994, romana, dopo ben tre tentativi, è riuscita a saltare 4.71 mt, superando di un centimetro il suo vecchio primato, che aveva stabilito lo scorso 23 maggio a Rieti. Un’enorme soddisfazione per la 28enne dei carabinieri, reduce da altri due appuntamenti di caratura internazionale: il Golden Gala all’Olimpico di Roma, dove ha terminato la gara al secondo posto saltando 4.60 mt, e poi ad Innsbruck in Austria, dove si era migliorata chiudendo con 4,66 mt. Oltre a Roberta Bruni il podio è stato completato con il secondo posto dell’atleta svizzera Lea Bachmann, che ha saltato 4,36 mt, e il terzo dall’ucraina Yana Hladiychuck con 4,26 mt.

Roberta Bruni

“Non riesco a contenere la soddisfazione e la gioia – ha affermato la Bruni al termine della gara – di aver stabilito il nuovo record italiano. Non è un caso che l’abbia ottenuto nella città dell’indimenticabile Pietro Mennea, soprannominato ‘La Freccia del Sud’. Per me si tratta della seconda gara in terra pugliese, avendo già gareggiato a Trani in occasione della manifestazione ‘Jumping in the square’ nelle edizioni 2016 e 2018 e posso dire di essermi innamorata di questa terra meravigliosa. Questo traguardo è stato possibile raggiungerlo solamente attraverso il lavoro e la pazienza e alla fine i sacrifici vengono sempre ripagati”. Un nuovo importante appuntamento è quello dei campionati assoluti, in programma oggi, domenica 26 giugno a Rieti non molto lontano dalla sua Roma. Un mese, quello di giugno, davvero ricco di soddisfazioni per Roberta, con la laurea in agraria – oltre a tutti risultati sportivi – a dimostrazione che se c’è la volontà, nessun ostacolo è insormontabile.

Roberta Bruni è stata primatista italiana del salto con l’asta: 4.70 nel 2021. Cresciuta a Nazzano, in provincia di Roma, dove ha vissuto fino a 18 anni si è poi trasferita a Rieti. Ha praticato judo e nel 2008 è stata indirizzata all’atletica da Laura Spagnoli, già mezzofondista reatina e insegnante di educazione fisica nella scuola media di Poggio Mirteto. Ha subito accompagnato i progressi tecnici alla consistenza agonistica, vincendo titoli italiani a ripetizione. Allenata da Riccardo Balloni, da allieva ha realizzato anche il primato italiano juniores indoor e outdoor (entrambi con 4.20) denotando una continuità di prestazioni che nel 2012 l’hanno portata a innalzare il limite nazionale under 20 a 4.35 all’aperto e a conquistare il bronzo ai Mondiali juniores di Barcellona. Nel 2013 l’exploit e ancora 18enne ha riscritto per due volte, nel giro di quindici giorni, il record italiano assoluto indoor della specialità con 4.51 e 4.60 a soli tre centimetri dal primato mondiale junior al coperto. Poi alcune stagioni difficili e nel 2016 si è spostata per sei mesi a Praga, sotto la guida di Zdenek Lubensky, prima di rientrare in Italia. Nel 2019 il ritorno in quota con l’oro alle Universiadi di Napoli (4.46) e il 4.52 in piazza a Chiari. Una fiducia ritrovata anche grazie alla consulente filosofica Francesca Esposito. Nel maggio del 2021 una serie di record italiani in successione: 4.60 a Firenze, 4.62 e 4.70 a Rieti una settimana dopo.