La Puglia mistica secondo Pasolini

In "Pier Paolo morto e risorto", Rocco Anelli, giovane regista di Noicattaro, propone un identità insolita del grande poeta, affascinato dai luoghi dell'anima pugliesi

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Anche la Puglia celebra il centenario della nascita di Pasolini con il corto Pier Paolo morto e risorto. Un omaggio all’intellettuale scomparso in circostanze ancora oggi avvolte nel mistero. Pasolini era nato il 5 marzo del 1922 a Bologna ma era vissuto per gran parte della giovinezza a Casarsa, la città friulana che gli ha dedicato un museo che raccoglie le sue prime opere, le poesie, la prima tragedia, i diari, i famosi Quaderni rossi. In quegli anni Pasolini scoprì il potere dei versi: quando aveva sette anni sua madre Susanna, un’insegnante, gli fece leggere una poesia scritta di suo pugno. In quei versi diceva a Pier Paolo quanto gli volesse bene. Pasolini capì in quel momento quanto fossero importanti le parole, le emozioni che possono trasmettere se scritte in un certo modo.

Una scena del film sul set realizzato a Molfetta

L’analisi della fase giovanile della vita del poeta continua a Bologna, dov’è stata inaugurata la mostra Folgorazioni Figurative, incentrata sull’amore del regista per l’arte medievale e rinascimentale. Un amore nato grazie a Roberto Longhi, docente di Storia dell’Arte nella città rossa, che durante le proiezioni soleva proiettare i dipinti, illustrando l’opera di pittori come Masaccio e Giotto in maniera totalmente nuova. Questo modo inedito di svelare i segreti dell’arte infuocò Pasolini al punto che chiese al professore di scrivere la tesi proprio su quella disciplina.

Analizzare Pasolini è un’impresa non da poco e farlo in maniera originale è decisamente complicato. Perché di questo scrittore e regista si è scritto tanto, si è detto quasi tutto. Ecco perché risulta particolarmente interessante l’idea di Rocco Anelli, originario di Noicattaro, giovane regista e sceneggiatore del cortometraggio Pier Paolo morto e risorto, le cui riprese sono state avviate nel corso della settimana santa nel centro antico di Giovinazzo e sono proseguite in altri centri pugliesi. Anelli ha deciso di raccontare in modo nuovo la vita dello scrittore, facendogli percorrere alcuni luoghi pugliesi – luoghi dell’anima – che aiutano a far emergere un tema caro a Pasolini: quello del sacro.

Pasolini quand’è venuto in Puglia è rimasto folgorato, specie dal capoluogo che ha descritto nel racconto Le Due Bari (leggi qui l’articolo): più che un racconto, un omaggio alla doppia natura della città, stregata e inquietante di notte, luminosa e fatata di giorno. “Il film è un piccolo ma intenso viaggio all’interno delle tradizioni pugliesi -spiega Anelli-; si colloca trasversalmente tanto nel passato, quanto nel presente. Mi sono spostato in alcuni centri della Puglia così ricca di mistero e di bellezza per raccontare un Pasolini inedito, immaginario, innamorato della duplice natura pugliese”.

Rocco Anelli, al centro, nel corso delle riprese del corto al parco delle dune di Ostuni

Il corto adotta uno stile molto onirico -prosegue-, estremamente attuale dato che la narrazione passa prevalentemente attraverso le immagini e la musica, in un contesto che evoca la poetica pasoliniana e strizza l’occhio al mito greco di Pigmalione: un protagonista che crea la sua opera d’arte, se ne innamora ed è poi costretto a rassegnarsi alla sua ribellione”. A partire dal 21 aprile, per quattro giorni, il parco delle dune costiere di Ostuni e i centri storici di Giovinazzo, Molfetta e Bisceglie sono stati al centro delle riprese.

Con un cast giovanissimo (Giacomo Pressi nel ruolo di Pier Paolo, Giuliana Sanna in quello di Margherita, Antonio Carella nei panni di Giovanni), il cortometraggio descrive l’incontro del poeta con la Puglia sacra. Lo si può immaginare, Pasolini, rapito di fronte alle statue e ai fedeli che sfilano in processione al suono delle famose bande; ammirato dalle tradizioni, che cambiano di luogo in luogo; entusiasta del fascino e della magia di ogni centro della Puglia.

Un’altra scena del film

Ho voluto omaggiare Pasolini allontanandomi dalla persona e concentrandomi sul rapporto che il poeta instaurava con i luoghi, i riti e le persone che lo circondavano. Questo film breve non è un’opera su Pasolini, ma un film su un altro Pier Paolo, un giovane intellettuale sospeso nei giorni della Settimana Santa pugliese, che indaga e si lascia rapire dai riti, dalle contraddizioni, dalle tradizioni della Puglia e dei suoi luoghi magici dell’anima“, precisa Rocco Anelli.

Il film, prodotto dalla società cinematografica Kraken srl di Molfetta, ha ottenuto il contributo di Regione Puglia e Apulia Film Commission. “Il poeta non era credente, ma avvertiva e percepiva il sacro. Aveva una grande profondità e riusciva a cogliere l’anima di ciò che lo circondava. Ed è questo l’aspetto interessante: immaginare un uomo tanto sensibile, un poeta illuminante e un attento scrutatore dell’età, del tempo mentre entra a contatto con una realtà per lui sconosciuta. Immaginare come reagisca e cosa possa sentire. Immaginarlo girare per i vicoli di notte, il suo momento preferito della giornata alla scoperta di segreti a noi sconosciuti. E tra un anno potremo vederlo sullo schermo e smettere di immaginarlo” conclude Rocco Anelli.

Leggi anche: Dal cinema alla letteratura nel nome di Pasolini

Nella foto in alto, una scena di “Pier paolo Morto e risorto”. Le immagini sono tratte dalla pagina fb di Rocco Anelli