Se Barbie è in città l’amore non ha confini

Per promuovere la Puglia e abbattere ogni pregiudizio, Gabriele Del Buono e Pietro Milella si affidano alla bambola più famosa, icona di bellezza e spontaneità

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Innamorati della loro terra e della loro libertà. Gabriele Del Buono e Pietro Milella, il primo di Bari il secondo di Adelfia, sono due giornalisti. Girano in lungo e in largo la Puglia per raccontarne le bellezze e i segreti in compagnia di un’ospite d’eccezione: Barbie, la bambola più conosciuta al mondo, a volte affiancata dal suo amatissimo Ken. Ne possiedono di tutti i tipi, ciascuna con una propria nota distintiva, quasi a ricordare la natura di ogni essere umano unico e irripetibile nel suo genere; fragile ma al contempo resiliente. Svettanti e civettuole, magrissime o formose, dalla pelle bianca, vitiliginosa, mulatta, scura o lentigginosa; biondissime, more o rosse, con un abbigliamento super trendy o con un’aria sbarazzina, un look sportivo o spiccatamente casual, vistosissimi occhiali da sole e una chioma fluente, in alcuni casi colorata in altri scarmigliata dal vento, in riva al mare o a spasso per le città.

Con un sorriso smagliante posano accanto al bellissimo Ken, impomatato di gel, impeccabile nel suo ruolo di esperto seduttore. Ma, se la storica coppia Barbie-Ken sembra non aver attraversato alcuna crisi, a sovvertire l’idea di amore tradizionale arrivano coppie dello stesso sesso, pronte a lanciare un messaggio luminoso di uguaglianza e parità di genere perché, quando il cuore batte, il resto non conta.

Questo l’intento che ha portato Gabriele e Pietro a creare nel 2017 la pagina social Barbie in town, nata inizialmente per raccontare in modo originale le bellezze più curiose di Bari in una chiave di lettura lontana dagli stereotipi. Ecco perché, invece di fotografare focaccia e orecchiette con la città sullo sfondo, hanno scelto un’influencer d’eccezione, rendendola protagonista di un giro senza sosta in tutta la Puglia. “Desideriamo offrire un resoconto sulla nostra terra, trasformandolo in una vera e propria iniziativa turistica che si concentri anche su posti meno noti e meno fotografati con l’ausilio dei social“, spiegano. “Attraverso i nostri post vogliamo omaggiare le donne, rappresentate con Barbie di tutte le etnie, forme e colori di capelli, aderendo a un progetto di body positivity grazie alle bambole che usiamo, tutte diversissime tra loro”, proseguono.

Una diversità positiva, dunque, che disegna interminabili orizzonti ricchi di sfumature e non si barrica dietro i confini; che esprime il valore del dialogo, del rispetto delle idee altrui e che aiuta a stare meglio all’interno della comunità in cui si vive. Ciascuno, dunque, brilla a suo modo nel mondo, portando con sé un universo interiore tutto da scoprire e giammai da giudicare. Anche questa è una forma d’amore, l’attitudine ad entrare in empatia con chi ci sta accanto e costruire legami affettivi che sprizzino di lealtà.

E se l’amore è uno dei principali perni attorno a cui ruotano i rapporti umani, dedicarsi a ciò che è straordinariamente stimolante è la soluzione migliore per condurre una serena quotidianità. Non a caso il progetto di promozione turistica e territoriale dei due giornalisti, cresciuto notevolmente in questi anni, continua a riscuotere successo a suon di visualizzazioni e di likes da parte dei follower. Un’idea maturata dopo un periodo in cui hanno collezionato decine e decine di Barbie seguito da numerosi contest fotografici che utilizzano la Puglia come trampolino di lancio per espandersi in tutta Italia (Roma, Napoli, Assisi, Matera, Perugia) e, perché no, abbracciare l’Europa.

Tante sono le mete toccate, si va da Bari a Taranto, da Polignano a Monopoli passando per il Salento e il Gargano ma non dimenticando il fascinoso entroterra: Acquaviva delle Fonti, Andria e il suo Castel del Monte, Bitonto, Conversano, Locorotondo, Martina Franca, Ruvo di Puglia. Proprio a Ruvo di Puglia i due assidui viaggiatori sono stati accolti amichevolmente dal Patrizio Spinelli, gestore della pagina instagram/Facebook We are in Ruvo di Puglia insieme a un folto gruppo di collaboratori tra i quali Vito Tedone, Luisa De Bartolo, Monia Quatela e tanti altri, in occasione dell’iniziativa Apriti cuore, lanciata a ridosso di San Valentino e protrattasi sino al 2 marzo, in sinergia con l’amministrazione comunale, il comitato Luci e suoni d’Artista diretto da Vittorio Palumbo, Murgia Queer, Contesto e in collaborazione con la Pro Loco di Ruvo e l’ASCOM Confcommercio.

Una manifestazione culturale che sembra riflettere negli intenti la bellissima canzone di Lucio Dalla intitolata proprio Apriti cuore, laddove quest’organo pulsante e vitale non è un calcolatore freddo e matematico, non sa dov’è che va, sbaglia, si ferma, si riprende e il suo battito non è mai logico. A Ruvo Gabriele e Pietro sono rimasti attratti dalla maestosità del centro storico, tempestato da una pioggia di cuoricini variopinti di tutte le dimensioni che conducono ad una lettura più approfondita dell’amore, di tre differenti tipologie – per sè stessi, eterosessuale e omosessuale – esemplificate dalle opere di Luisa De Bartolo in acrilico su cementite: una donna di spalle con la famosissima citazione di Frida Kahlo “innamorati di te, della vita e dopo di chi vuoi”, il bacio tra un uomo e una donna aventi le mascherine abbassate e, per concludere, un enorme cuore dalle tinte iridee sorretto da due omini stilizzati che tanto vagheggia lo stile di Keith Haring.

In questo arcobaleno di emozioni, Gabriele e Pietro si scambiano un tenero bacio, pegno d’amore per chi, come loro, ogni giorno si batte per il riconoscimento dei propri diritti noncurante del giudizio dei “benpensanti”. Ma di che amore parleremmo se ci facessimo irretire dai veti o dai tabù? Che le convenzioni e il moralismo non abbattano ciò che con le parole non si può spiegare perché, come afferma il poeta cubano José Marti, “amor cuerdo no es amor” (l’amore razionale non è amore).

Nella foto in alto, Gabriele Del Buono e Pietro Milella con la loro Barbie