Il pubblico del Bif&st “si ribella alla mafia”

"Una femmina" di Francesco Costabile ottiene un clamoroso successo e si porta a casa due dei premi più ambiti, assegnati a Lina Siciliano e Fabrizio Ferracane

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Ecco sulla ribalta del Bif&st uno dei film più belli degli ultimi anni e, certamente, di questo primo scorcio del 2022. Una femmina è l’ultimo film di Francesco Costabile, proiettato nel bellissimo politeama Petruzzelli. La trama non è complessa, ma da essa traspare con forza un progetto: promuovere la lotta alla mafia, specie in quelle zone più sfortunate della Calabria. Vi sono scene che mostrano straordinari paesaggi, con la telecamera che indugia su monti e torrenti, luoghi singolari che reclamano di tornare proprietà di tutti. Attraverso quelle immagini, il regista sembra dire: “guardate che bella questa terra. Possiamo lasciarla in queste mani?”.

Il pubblico, numerosissimo come al solito, si lascia andare ad un applauso irrefrenabile, fino a quando non salgono sul palco i due interpreti principali del film, vincitori di due dei più ambiti premi del festival: il Premio Alberto Sordi come miglior attore non protagonista va a Fabrizio Ferracane, mentre il Premio Mariangela Melato come miglior attrice esordiente alla splendida Lina Siciliano, la cui performance ha letteralmente stupito il pubblico.

Lina Siciliano e Fabrizio Ferracane

Questi applausi non me li merito – esordisce Ferracane – li cedo tutti alla mia collega, che ritengo debba essere la principale destinataria”. L’attrice guarda il suo collega e cerca di schermirsi, modesta e umile com’è, ma è incontrovertibile che abbia dato una gran prova di sè, rivelando uno straordinario talento. Ferracane ne è ammirato, tanto più perché dopo tanti anni di teatro ha imparato a distinguere il talento vero da quello fasullo: “Fidatevi, se vi dico che farà strada. E se non dovesse essere così, sarà solo per mancanza di fortuna.” commenta.

Lina Siciliano vincitrice del Premio Mariangela Melato

E Felice Laudadio concorda perfettamente, tanto che prima di lasciare spazio agli attori, esprime la sua gioia, a nome di tutti coloro che sono dietro le quinte del festival, per la scelta e per la presenza sul palco del Bif&st di tantissime attrici, una più brava dell’altra. E aggiunge: “Auguro a Lina Siciliano che la sua presenza al Bif&st le porti tanta fortuna. Se la merita eccome”. “Di certo continuerò a fare l’attrice – risponde Lina -; ho già il ruolo da protagonista in un altro film e sto facendo diversi provini con vari registi. Ma voglio  mantenere i piedi per terra; fare l’attrice ma anche la casalinga e la mamma”.

Maurizio De Renzio modera l’incontro, chiedendo come mai i due attori siano stati scelti per i rispettivi ruoli: “Francesco Costabile mi parlò per la prima volta del film diversi anni fa – ricorda Ferracane – e già allora ci teneva che il personaggio dello zio lo interpretassi io. La lavorazione, però, è slittata due volte, la prima per la gravidanza di Lina e la seconda per la pandemia. Ciononostante, Francesco mi è stato sempre vicino; prima di iniziare le riprese abbiamo discusso insieme varie volte su alcune scene perché lui è uno che si fa molte domande, come ogni grande regista”.

Lina Sastri premia Fabrizio Ferracane

Interessante la risposta di Lina Siciliano: “sono davvero felice di aver interpretato questo ruolo nel quale mi ritrovo perfettamente. La donna che porto in scena è come me, pensa a emanciparsi, aspira a vivere una vita che sia veramente tale. Ma ci sono naturalmente delle differenze, soprattutto il rapporto del personaggio con la madre che io non ho avuto. Ho avuto la fortuna, inoltre, di essere supportata sia dal regista che da tutti gli altri attori. E ho avuto anche una coach con la quale dieci minuti prima di ogni ciak ho fatto un training per entrare nel personaggio”.

Continua Ferracane (protagonista, tra l’altro, di Leonora addio di Paolo Taviani) e si riallaccia alle parole dell’attrice: “Io avevo invece talvolta delle difficoltà con il mio personaggio che è una vera bestia, che pensa e commettere azioni che per me sono assurde e che invece sono realmente successi. Mi faceva una certa impressione trovarmi in quei luoghi testimoni di tante tragedie, anche se il paese nel quale abbiamo girato, Verbicaro, ha saputo tenere a distanza le organizzazioni criminali”. Il film, infatti, parla di una giovane donna, che si è opposta al proprio passato criminale, ha lottato contro una famiglia che voleva ricondurla sulla strada sbagliata. È un omaggio al coraggio non solo della protagonista ma dell’intero paese, che si ribella al suo tragico destino. Un filma da vedere e applaudire convintamente. 

Le foto sono tratte dal sito del Bif&st