La Puglia più glamour di un secolo fa

Una mostra di abiti a Gravina ripropone un'interessante spaccato della società, della moda e degli stili di vita delle famiglie più in vista dell'intera regione

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Arte, costume, storia. Un interessante appuntamento culturale è in corso in questi giorni a Gravina: in continuità con la mostra del 2020 al castello normanno-svevo di Bari, Mario Burdi, presidente della Fondazione Santomasi Pomarici, ha presentato Glamour, costume e società in Puglia dall’Ottocento al Novecento. Storia del costume e della moda nelle terre di Puglia, un’articolata e ricca rassegna di abiti storici allestita nella splendida cornice dell’ex monastero di Santa Sofia.

Alla serata inaugurale sono intervenute l’assessora alla cultura del comune di Gravina, Claudia Stimola e per l’amministrazione di Mola di Bari l’assessora Graziana Loiotine. La restauratrice Maria Stragapede, in qualità di curatrice dell’evento, ha illustrato le difficoltà affrontate in piena emergenza pandemica nel lavoro ricognitivo e conservativo svolto dalla Tiraz Conservazione Restauro, laboratorio artistico da tempo impegnato in questo genere di mostre. Per la Sovrintendenza Archeologica alle Belle arti e Paesaggio della città metropolitana di Bari è intervenuta, Maria Piccarreta, con le funzionarie restauratrici Simona Cicala e Maria Cristina Tiberini.

L’ingresso della mostra presso l’ex monastero di Santa Sofia (foto di Carlo Centonze)

La mostra, che sarà aperta sino al 17 ottobre, mette in scena manufatti, abiti storici ed accessori della Fondazione Santomasi Pomarici e di alcune delle famiglie più illustri di Puglia: D’Ecclesis, Jatta, Guastamacchia-Schettini, Spada, Motolese, Amati, Bucci-Frisari, Stragapede. Alla realizzazione dell’evento hanno collaborato anche la Fondazioni A. Marietta Rossi di Canosa e le associazioni culturali Antiche Ville di Mola di Bari e Centro Studi Maria e Francesca Marangelli di Conversano e il Museo Diocesano di Bisceglie. Da segnalare, infine, la presenza dei costumi donati alla fondazione gravinese dalla maestra Pasqualina Donadio, discendente della antica casata bitontina dei Donadio-Traversa-Buquicchio.

Ed è su quest ultimo contributo che vogliamo soffermarci. Pasqualina è la figlia più piccola del dott. Giuseppe Donadio di Bitonto (1891-1965 Bitonto) e di Luisa Traversa (1892-1986). Educata al bello e alla conservazione dei beni di famiglia, ha raccolto dopo la morte della madre diversi abiti antichi e molti accessori – per un totale di 67 pezzi – donati alla Fondazione Pomarici Santomasi di Gravina. La famiglia Donadio, antico casato citato negli ordinamenti sociali riportati dagli Angioini del ramo pugliese e campano, vanta il primo vescovo della famiglia nel 1254, a San Paolo di Civitate in provincia di Foggia. Nel ramo pugliese-bitontino più vicino ai nostri tempi i Donadio si sono imposti tra le personalità del diritto, della scienza medica e della scienza degli speziali.

Nel ramo Donadio-Buquicchio si segnalarono Mattia Donadio (1877-1947), che si distinse come notaio, docente universitario a Roma, collaboratore di riviste giuridiche, letterarie ed artistiche prestigiose dell’epoca; Vincenzo (1884-1944), laureato in farmacia, nel 1912 fondatore dell’Ordine pugliese dei farmacisti; il fratello minore, Giuseppe, che si laureò a Napoli e si specializzò in anatomia chirurgica, ortopedia e tisiologia. Proprio mentre era assistente in chirurgia all’ospedale Cardarelli di Napoli, pubblicò il volume “Sui Tumori della cute a cellule basali di Krompecher ed a decorso relativamente benigno”, nel 1922.

In alto, un’immagine di Pasqualina Donadio che indossa, negli anni ottanta del secolo scorso, un abito da festa oggi in mostra a Gravina