Nicola Pice ci spiega come “leggere” le pietre della cattedrale di Bitonto

Nell'intervista di Marino Pagano, il noto studioso bitontino spiega gli intrecci di natura culturale che fanno del maggior tempio bitontino un unicum architettonico

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“Il racconto nella pietra. La cattedrale di Bitonto” è il nuovo libro di Nicola Pice, docente classicista in pensione, saggista e studioso. L’opera rappresenta l’esito felice di un movimento costante del suo autore a recarsi, metaforicamente e fisicamente, all’ascolto di quella pietra. Un libro che aspettavamo, chiedendoci semmai dove fosse ancora nascosto. Leggendo queste pagine, continui poi ad interrogarti sul ruolo, sul senso della cattedrale come spazio fisico che viene dalla storia. Accanto alla riconoscibilità di una magnificenza, alla fascinazione subita e alla bellezza fatta anch’essa pietra, permane l’interrogativo di fondo. Quando si parla di cattedrali, insomma, esistono anche dei problemi: storici, religiosi, antropologici. Aspetti questi da riconoscere, anche in una prospettiva cattolica tradizionale. È proprio ciò su cui si esercita Nicola Pice, offrendo letture che chiariscono determinati aspetti culturali e aprendo, tuttavia, a nuove ipotesi e studi. Come si conviene a chi si occupa davvero di storia, la cui narrazione non è mai conclusa e definitiva. Al libro di Pice è dedicata questa videointervista di Primo piano, il nuovo format giornalistico inaugurato alcune settimane fa con un interessante dialogo (qui il video) con il maestro Vito Cotugno, autore del ciclo pittorico dedicato alle Muse, in mostra presso la redazione di Primo piano sino al 25 giugno.