La battaglia solitaria di Antonella contro i vitalizi

Dopo il veto incrociato di destra e sinistra, la consigliera Laricchia rilancia la proposta di legge sul ricalcolo dell'indennità per i membri del parlamento regionale

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Rimodulare i vitalizi degli ex consiglieri regionali per poter risparmiare 10 milioni di euro l’anno: questa la proposta di Antonella Laricchia, trentacinquenne originaria di Adelfia, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, al suo secondo mandato in Regione, dopo aver tentato per due volte consecutive la scalata alla presidenza della giunta, risoltasi, come noto, a favore del governatore Michele Emiliano.

La sua battaglia contro i vitalizi, a dire il vero, è partita già alcuni anni fa: nella scorsa legislatura, infatti, Laricchia aveva già presentato una proposta di legge per il ricalcolo della pensione dei consiglieri regionali seguendo il metodo contributivo puro. “Le mie mozioni, però, sono state puntualmente bocciate da destra e sinistra. Quella proposta di legge – dichiara la consigliera – non è mai stata discussa e, per questo motivo, ho scelto di ripresentarla perché ritengo che in un periodo come questo far risparmiare 10 milioni di euro l’anno alle casse regionali, da destinare a provvedimenti utili per i pugliesi, sia un dovere per la politica”.

L’idea della pentastellata è applicare il metodo contributivo puro – come già avviene sia per gli ex onorevoli sia per gli ex senatori – controllato da alcuni limiti minimi e massimi, così da scongiurare ogni possibile questione di legittimità costituzionale. La rivalutazione Istat sarebbe, così, parificata a quella prevista dalla normativa vigente per i trattamenti pensionistici: si innalzerebbe, pertanto, l’età anagrafica per il conseguimento del diritto all’assegno vitalizio, in linea con quanto accade ai lavoratori e alle lavoratrici del pubblico impiego.

La sede della Regione Puglia

La proposta di legge prevede, poi, un contributo di solidarietà per i vitalizi che sono calcolati con il metodo contributivo, che comporterebbe la riduzione percentuale dell’assegno regionale proporzionata all’ammontare complessivo derivante dal cumulo.

“Il nuovo vitalizio di questa legislatura costa ai pugliesi circa 3,5 milioni di euro. Purtroppo è tutto vero. Sono 35 i consiglieri regionali – aveva commentato qualche tempo fa Laricchia – che hanno aderito al nuovo vitalizio regionale: i cittadini pugliesi versano circa i 3/4 dei loro contributi e quindi 1.600 euro al mese per ogni consigliere. È dalla scorsa legislatura che la vecchia politica continua a dire che i vitalizi regionali non esistono più, a farci credere di averli aboliti, ma in verità li hanno solo ridotti”. “Ecco perché io ho sempre rinunciato, in questa legislatura e nella scorsa: tra le due legislature, non è cambiato il vitalizio e non è cambiata la mia opinione sul vitalizio”, tuona la consigliera nei confronti di buona parte dei suoi colleghi, “rei” di aver accettato il contributo.

Tra i tanti nomi dei consiglieri che hanno intascato il vitalizio spiccano quattro grillini, appartenenti a quel movimento che, sin dalla propria nascita, ha fatto della lotta alla rendita a vita uno dei propri cavalli di battaglia. I quattro pentastellati – tra l’altro, oggi in maggioranza a sostegno del presidente Emiliano – alle elezioni dello scorso settembre si erano candidati nella coalizione avversaria, capeggiata proprio dalla stessa Laricchia e composta da M5S e dalla civica Puglia Futura.

Di qui è partito, lo scorso febbraio, lo scontro aperto tra la consigliera adelfiese e quanti siedono nell’assemblea regionale: “Forse chi ha aderito, addirittura quattro eletti del Movimento su cinque, non aveva ben chiaro -affermava Laricchia- che a pagare la loro pensione sono soprattutto i cittadini, con i soldi del consiglio regionale, e non solo loro stessi, con un minimo accantonamento in busta paga (come per ogni lavoratore). Ma ora che è tutto chiaro, dove c’è buona fede ci deve essere rinuncia a questo odioso privilegio che abbiamo sempre combattuto. Invito tutti i cittadini attivi a convincere i loro portavoce in Consiglio Regionale a fare la cosa giusta. Non vorrei proprio rimanere da sola a votare a favore della proposta di abolizione dei vecchi e nuovi vitalizi”.

Il presidente Emiliano

L’obiettivo della pentastellata, esposto in più occasioni, è calendarizzare al più presto, nella commissione di riferimento, la proposta di legge affinché “i vitalizi vengano finalmente aboliti. Non mi fermerò fino a quando questo privilegio sarà solo un ricordo”.

In questi giorni, intanto, il consiglio regionale è protagonista di un vero e proprio stravolgimento: il Tar chiede di riattribuire alcuni seggi, tenendo conto dei ricorsi presentati negli ultimi mesi da parte di alcuni candidati non eletti. Il centrosinistra si ritroverà a perdere due consiglieri, a causa della differente assegnazione del premio di maggioranza: resterebbero fuori Peppino Longo, della lista Con Emiliano, Michele Mazzarano e Ruggiero Mennea del Partito Democratico, Mario Pendinelli e Francesco La Notte dei Popolari con Emiliano. Al loro posto subentrerebbero l’attuale vicecapo di gabinetto del presidente, Domenico De Santis, con Teresa Cicolella e Sergio Blasi del Pd, mentre Antonio Paolo Scalera e Vito De Palma andrebbero a rafforzare le fila dell’opposizione.

Con l’imminente, più che probabile rivoluzione nella mappa del consiglio regionale, in via Gentile – per tornare alla questione vitalizi – bisognerà tener conto anche del parere dei nuovi arrivi. Il futuro della proposta di legge di Antonella Laricchia potrebbe dipendere da questo imprevisto tourbillon nell’assemblea pugliese.

Nella foto in alto, la consigliera del M5S Antonella Laricchia