Quell’irresistibile profumo di pane che da Altamura avvolge tutto il Bel Paese

Per il tipico prodotto della città murgiana, dopo la Dop giunge il "titolo italiano" in vista di un ulteriore e ambitissimo traguardo: diventare patrimonio dell'Unesco

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Identificare un territorio con un solo simbolo non è affar semplice, specialmente se si considerano zone ricche di bellezze di ogni tipo come la Puglia. Quando si pensa al Tacco dello Stivale, infatti, affiorano subito alla mente immagini emblematiche, come quella del medievale Castel del Monte, eretto dal “puer Apuliae” (Federico II) o quella dei trulli di Alberobello, presenti solo nella valle d’Itria. Ma sono inevitabilmente “pugliesi” anche i tantissimi alberi d’ulivo che punteggiano le campagne, rendendo la regione la maggior produttrice di olio in Italia, e, ancora, le diverse prelibatezze che vengono prodotte in loco.

Impossibile, tra queste, non citare il celeberrimo pane di Altamura, tipico prodotto della città murgiana, che pare essere noto e apprezzato sin dai tempi dell’antica Roma. La tradizione altamurana sostiene, infatti, che fosse apprezzato addirittura da Orazio in persona, che probabilmente si riferiva proprio alla variante altamurana quando, nel Libro I delle sue Satire, parla di un pane “eccellente”. Sebbene non sia del tutto chiaro se il poeta latino si riferisse effettivamente al pane di Altamura o di qualche territorio confinante, quello della Leonessa di Puglia resta indubbiamente uno dei prodotti pugliesi più ammirati in Italia e all’estero.

A dirla tutta, secondo quanto riporta la Coldiretti, in piena pandemia il pane di Altamura si è confermato l’alimento più apprezzato dagli italiani. Dopo i fasti della certificazione europea di prodotto a Denominazione d’origine protetta (DOP), ottenuta nel 2003 (unico prodotto della categoria a vantare questo traguardo), è l’ora di un altro riconoscimento: quello di Altamura è il pane che si posiziona al primo posto nella classifica dei dieci preferiti in Italia.

Il tutto parte da una ricerca condotta da Klaus Davi & Co. (agenzia di comunicazione con sedi a Roma e Milano, e che deve il suo nome al noto giornalista e opinionista svizzero), che ha deciso di premiare il prodotto da forno originario della murgia barese.

“Dietro cibi straordinari come il pane di Altamura c’è una storia, una cultura e una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio. Un patrimonio che va valorizzato per aumentare la spinta propulsiva del Made in Italy sui mercati esteri”, è il commento di Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. Che aggiunge: “Risulta indispensabile mantenere la fiducia dei consumatori, incoraggiando il loro coinvolgimento nella politica di sicurezza alimentare, garantendo il monitoraggio e la trasparenza in tutta la filiera alimentare e il maggior grado possibile di riconoscibilità delle caratteristiche essenziali dei prodotti”.

La trionfale notizia giunge in concomitanza con un annuncio altrettanto positivo per la città di Altamura e per la Puglia intera. Il consiglio regionale della Puglia, infatti, ha recentemente espresso il proprio parere favorevole alla mozione proposta dal capogruppo della Lega, Davide Bellomo, per il riconoscimento del pane di Altamura come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, così come accaduto pochi anni fa alla pizza napoletana.

Il documento impegna il presidente Michele Emiliano e la giunta regionale a rappresentare al governo nazionale l’esigenza “imprescindibile” dell’inclusione nell’inventario dei beni immateriali nel territorio dello Stato e ad attivare le opportune procedure, con il coinvolgimento degli enti locali e delle istituzioni e associazioni, per chiedere l’inserimento del pane di Altamura nella lista beni tutelati dall’Unesco.

Sono felice per questo lusinghiero riconoscimento  ha dichiarato Luigi Picierno, presidente del Consorzio del pane di Altamura – con cui i consumatori hanno decretato il pane di Altamura Dop quale miglior pane d’Italia. Ringrazio tutti i consorziati e gli operatori della filiera e invito tutti i panificatori di Altamura, Gravina in Puglia, Poggiorsini, Minervino Murge e Spinazzola a certificarsi per la produzione del pane di Altamura Dop, prodotto enogastronomico di eccellenza e fiore all’occhiello che tutto il mondo apprezza”.

Alle parole del presidente Picierno, Coldiretti Puglia aggiunge: “Per noi il pane di Altamura rappresenta il biglietto da visita per una Puglia che merita di essere visitata e gustata, con il cibo che è certamente divenuto infallibile leva di comunicazione verso i turisti nazionali e internazionali. Il cibo, infatti, è la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Puglia, con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche”.

Ed è proprio dal turismo enogastronomico che bisogna ripartire – suggerisce la stessa Coldiretti – perché rappresenta il vero traino dell’economia turistica pugliese con i suoi cinque milioni di ulivi pluricentenari, 311 prodotti riconosciuti tradizionali dal MIPAF, 10 prodotti DOP, 29 vini DOC e 6 IGP, oltre alle pregevoli masserie storiche, che rappresentano un caso unico nel loro genere.

E, dopo l’ingresso nell’elenco dell’Unesco dei patrimoni mondiali dell’umanità dei monumenti pugliesi Castel del Monte, Trulli di Alberobello, Santuario di San Michele Arcangelo, Foresta umbra e Castel Fiorentino, non è più irreale pensare che tra non molto si potrà leggere anche il nome del celebre pane di Altamura. Sarebbe una vittoria per i cittadini della città murgiana che, da secoli ormai, producono e promuovono con cura il proprio pane, ma soprattutto uno storico successo per l’intero comparto enogastronomico pugliese.