L’affido culturale per mettere una toppa alle emergenze sociali

Promosso dall'impresa sociale "Con i bambini" e attivo anche a Bari, mira a farsi carico di una famiglia, cui offrire visite ai musei, percorsi naturalistici e spettacoli

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Può apparire utopico un progetto destinato a mettere in rete le famiglie, le associazioni culturali e il teatro. Soprattutto in questo momento, in cui i minori, rimbalzando tra didattica in presenza e a distanza, rischiano di “disperdersi” nelle pieghe del tessuto sociale e il settore culturale di sbattere contro le porte chiuse dei cinema e dei teatri.

Numerosi sono i tentativi di mettere una toppa alle emergenze sociali, nonché economiche, che ostacolano gravemente la crescita culturale individuale e comunitaria. Emergenze rese ancor più gravi per intere famiglie dall’ombra minacciosa della criminalità organizzata, pronta ad insinuarsi nelle sacche delle povertà cittadine.

Senza dubbio gli eventi culturali e formativi online rappresentano un lodevole tentativo di creare relazione, di cui i bambini si nutrono. Di relazioni hanno bisogno anche le persone e i nuclei familiari più deboli economicamente, che vanno costantemente motivati, sensibilizzati, accompagnati in un percorso che permetta loro di vivere con dignità. In alcuni contesti, l’isolamento e la solitudine costringono a raddoppiare la fatica dei genitori “per arrivare alla fine del mese” e garantire un piatto a tavola ai propri figli. Nelle famiglie si convive con un senso di privazione e frustrazione, per l’impossibilità di offrire ai propri ragazzi alternative di crescita intellettuale, interiore, culturale, disponendo soltanto dei mezzi per sopravvivere e far fronte alle necessità primarie.

Eppure la vita sociale, l’interesse per l’arte e le passioni da coltivare sviluppano la crescita di una persona come dell’intera società. Proprio a quest’ultima, allora, viene affidato il compito di intervenire, rendere accessibili gli spazi e offrire a famiglie e bambini quei momenti di svago determinanti per contrastare il disagio di questi tempi difficili.

Nasce, così, l’Affido Culturale, ossia la possibilità di farsi carico di una famiglia, che possa usufruire di visite nei musei, di spettacoli teatrali e cinematografici (nei limiti previsti), di passeggiate nei parchi. Il progetto triennale, promosso dall’impresa sociale Con i bambini, nell’ambito del Fondo nazionale per il contrasto della povertà educativa minorile, prevede una stretta collaborazione tra famiglie.

Una famiglia-affidataria, infatti, una coppia con figli o chiunque sia già attivo nel tessuto culturale può candidarsi a prendere in affido culturale un’altra famiglia-destinataria, con a carico bambini e bambine. L’obiettivo è condividere una trentina tra eventi culturali, artistici e sociali. A creare questa sinergia tra famiglie provvederanno i referenti regionali del progetto, che copriranno i costi della partecipazione alle attività in collaborazione con gli esercenti e gli enti convenzionati. Nell’iniziativa, sono coinvolte, infatti, venticinque realtà aderenti all’Affido Culturale di quattro città italiane: Modena, Roma, Napoli e Bari.

Nel capoluogo pugliese la Fondazione S.A.T. – Spettacolo Arte Territorio è capofila del progetto mentre i partner sono il Teatro Kismet, gli istituti comprensivi “Don Lorenzo Milani” e “Umberto I – San Nicola” e, soprattutto, l’associazione Mama Happy, Centro servizi famiglie accoglienti, che si occuperà della “formazione” delle famiglie coinvolte. “Un’azione di welfare culturale e di comunità -spiega Francesca Bottalico, assessora al welfare del Comune di Bari, che ha offerto il suo patrocinio – che se da un lato offre occasioni educative a minori vulnerabili, favorendone l’accesso a opportunità culturali lontane dalla quotidianità delle famiglie di appartenenza, dall’altro propone ai ‘genitori educativi’ nuove esperienze di relazione”. Una nuova e valida esperienza, dunque, per incrementare la rete educativa attraverso relazioni orizzontali e paritarie.

Sono già 100 le famiglie “educanti” e 20 le realtà culturali tra cui il Museo Nicolaiano, Teatri di Bari, Biblioteca dei Ragazzi – Progetto Città, Granteatrino Casa di Pulcinella, il Parco dei Briganti, il Percorso dell’acqua e il Museo dell’Uomo di Altamura, l’associazione Puglia Trekking Escursionismo, il Planetario di Bari, l’associazione Andromeda per le Osservazioni astronomiche sulla Murgia, il Teatro Tatà di Taranto e numerosi altri organismi di ambito archeologico e museale, che hanno confermato la partecipazione al progetto.

Circa 200, invece, le famiglie individuate, attraverso l’impegno di Mama Happy. Ognuna avrà a disposizione tre biglietti per ogni evento/manifestazione culturale/artistico. In totale, le due famiglie che verranno ad incrociarsi, potranno condividere e fare esperienza inedita di scambio di conoscenza partecipando a 29 “uscite culturali”.

Per l’assessora alle Politiche educative e giovanili del comune di Bari, Paola Romano, l’Affido Culturale è “un validissimo strumento per combattere la povertà educativa e per far sì che, progressivamente, aumenti il numero di minori che frequentano i luoghi della cultura e fruiscono delle diverse espressioni artistiche”. Il progetto, in realtà, è supportato dall’impegno di tre assessorati: oltre ai due citati, anche l’assessorato alle Culture, guidato da Ines Pierucci vede questo progetto non solo come possibilità di prevenzione della povertà educativa ma anche come uno strumento che conferma, ancora una volta, la potenzialità educativa del mondo della cultura e del teatro, anch’essi colpiti duramente dagli effetti della pandemia. La Siae ha registrato, infatti, il calo nazionale di oltre l’80% delle spese al botteghino tra concerti, rassegne teatrali, proiezioni cinematografiche: in soldoni oltre 600 milioni di euro in meno nel 2020 per l’intero comparto culturale.

Ad essi va aggiunto il 14% degli studenti che non hanno fruito della possibilità di connettersi durante le lezioni scolastiche online (oltre il 22% nel Mezzogiorno) per capire come gli effetti della pandemia abbiano aumentato inesorabilmente le disuguaglianze sociali, le disparità economiche, le mancanze di accessi e le opportunità di crescita creativa.

Generano preoccupazione i 4 minori su 10 isolati da una vita sociale attiva. La didattica online, poi, ha senza dubbio contribuito a indebolire l’attenzione e la reattività nell’apprendimento degli studenti. Da questi dati pubblicati sul portale Con i bambini, nel rapporto sulle povertà educative si evidenzia che a essere colpiti trasversalmente sono il 45% dei minori di ogni fascia sociale.Per contrastare anche questa perdita che si traduce in calo della curiosità, privazione della creatività, riduzione delle conoscenze, l’Affido Culturale rappresenta uno strumento alternativo, che rimette in circolo cultura, educazione, territorio a partire dalle famiglie, che restano – nonostante la crisi – i centri nevralgici del riscatto, provando a rendere più “democratici” con lo spirito del mutuo aiuto, gli accessi ai luoghi della città e alle occasioni di crescita culturale e relazionale.

Un’altra iniziativa che punta a rivitalizzare le famiglie giunge dalla Fondazione Forum delle Associazioni Familiari con l’avvio dell’azionariato popolare 1 euro a famiglia. Partendo dalle esperienze di sostegno economico tra famiglie per affrontare le spese e i pagamenti ordinari, sviluppate in particolar modo durante il primo lockdown, l’obiettivo è strutturare il circolo di solidarietà messo in moto. Si tratta di una campagna di micro-credito, con un impegno minimo di un euro, rivolta ad aiutare migliaia di famiglie in povertà temporanea, sopperendo ai pagamenti delle rate del mutuo, degli affitti o delle bollette, e contribuendo all’acquisto dei pc necessari per seguire le lezioni scolastiche. Ad ispirare la creazione di questo fondo comune di risparmio è stata la lettera di un’operatrice sanitaria, che durante la prima ondata si era resa disponibile a destinare il suo compenso lavorativo extra a famiglie in sofferenza economica, generando una vera e propria catena di famiglie per le famiglie, su cui le associazioni familiari hanno avviato l’attività di sostegno.

Un circolo virtuoso, che nato sotto la spinta dell’emergenza, è destinato a crescere e consolidarsi, creando e sviluppando occasioni di relazione, rinnovamento e collaborazione tra professionalità, volontariato e cittadinanza attiva.

Nell’immagine in alto, il logo dell’Affido Culturale. Nelle altre immagini alcune campagne avviate dall’impresa sociale “Con i bambini”