La Madonnella come un grande condominio

L'appello di Marco Protano a sostenere la campagna di crowdfunding, grazie a cui avviare il servizio di portierato sociale nel popoloso e multietnico quartiere barese

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Una colazione tête-à-tête insieme a musicisti e cantanti? Un aperitivo con attori e artisti? L’idea è singolare ma non impossibile. Come poter vivere una di queste esperienze? Partecipando alla campagna di crowdfunding Portierato sociale di quartiere MEST MadonnelLAB, che permette di creare opportunità di lavoro valorizzando l’arte.

Promossa dalla Cooperativa di comunità MEST, nata e attiva nel quartiere Madonnella di Bari, la piattaforma di crowdfunding consente di effettuare donazioni grazie a cui trasformare questo sogno in realtà. A cominciare dalla sede, in cui dar vita alle varie attività del progetto MadonnelLAB, riconosciuto dalla Regione Puglia nell’ambito del programma PugliasocialeIn: prima fra tutte, la realizzazione di un portierato sociale di quartiere, sulla scia dell’esperienza di Charles Edouard Vincent, detto Lulu, edicolante parigino, che oltre a vendere giornali, offre servizi ai cittadini per le necessità del quotidiano.

I soci di MEST hanno individuato una sede nel cuore del quartiere, tra i più multietnici di Bari, i cui residenti manifestano uno spiccato senso di appartenenza alla comunità. Si tratta di un locale in via Signorile, nei pressi di piazza Madonnella, dove negli anni passati c’era una famosa cornetteria, punto di aggregazione di comitive e luogo di ritrovo per i dopocena del sabato sera e, quindi, simbolo storico del quartiere.

La sfida della campagna di crowdfunding è raggiugere la somma di 15.000 euro, necessari per la ristrutturazione del locale, un costo non coperto dalle risorse del bando. Il progetto è molto impegnativo, non solo per le difficoltà causate dalla pandemia ma anche per l’obiettivo di inaugurare il servizio di portierato in primavera. Con coraggio e con ottimismo Marco Protano, tra i fondatori di MEST e promotore di MadonnelLAB, invita i cittadini a sostenere l’iniziativa: “C’è necessità di donazioni. E’ importante che la gente aderisca alla raccolta di fondi per portare avanti il progetto”. D’altra parte, la portata sociale del progetto va riscuotendo molto interesse sui social e sui media cittadini.

Marco Protano, tra gli ideatori del servizio di portierato sociale al rione Madonnella

Ben articolata la campagna di crowdfunding, che propone diverse modalità di donazione: libera, per aggiudicarsi un gadget o un buono per “una spesa solidale” e poi per incontri personali con i cantanti e musicisti Dario Skepisi e Mirko Signorile, partecipare a monologhi con Loredana De Giglio o William Volpicella o ancora a piéce teatrali di Flavio Albanese. Tutti artisti che contribuiscono a rendere effervescente il panorama culturale della città ma apprezzati anche sullo scenario regionale e nazionale.

“Gli artisti hanno messo a disposizione del progetto il loro talento e la loro professione. Un patrimonio da valorizzare, come previsto espressamente dal nostro progetto, con un adeguato riconoscimento economico”, spiega Marco Protano. Questo, in realtà, è il principio fondante di Mest: creare una comunità plurale, in cui i talenti e le abilità trovino casa. Far sì che di arte si possa e si debba vivere, opponendosi al pregiudizio opposto così diffuso nella società. Con le donazioni, quindi, da semplici sostenitori o soci, la campagna di crowdfunding (clicca qui per il sito) offre la possibilità ai cittadini di diventare protagonisti dell’iniziativa e della vita del quartiere.

“Immagino il quartiere Madonnella come un grande palazzo dove i condomini si incontrano quotidianamente. Il nostro portierato sarà a disposizione dei cittadini per ogni necessità, per ricevere informazioni utili, per offrire aiuto nel portare la spesa a casa o fare la fila agli uffici postali”, spiega Marco. E ancora, per consegnare medicinali, per il pagamento di bollette, la stampa di documenti: un sostegno concreto, dunque, ai cittadini che spesso non trovano il tempo necessario o non hanno la possibilità di fare da soli.

Una varietà di servizi, il cui snodo principale sarà costituito da un info-point che servirà a raccogliere e smistare volontari, grazie a una banca del tempo informale che può servire per piccoli lavori domestici e altri favori frutto della gentilezza del quotidiano. Su questa attività fondamentale se ne fonderà un’altra e più ampia: feste di quartiere, percorsi di educazione civica, laboratori sul tema della sicurezza, mercati urbani, palco diffuso, un’esperienza, quest’ultima, già vissuta in passato all’interno del quartiere e che ha reso le piccole attività commerciali veri e proprio palchi per le esibizioni degli artisti.

Le t-shirt da acquistare per sostenere il progetto MadonelLaB

Un’azione primaria sarà quella dei nonni civici che Marco spiega così: “Cittadini in pensione potranno offrire parte del loro tempo per accompagnare i bambini a scuola oppure per fare da guida a chi volesse visitare il quartiere”. Un servizio che trasformerebbe il tempo libero di molte persone in valore da condividere per il bene della comunità e dei più giovani.

Un servizio come MadonnelLAB avrebbe fatto molto comodo durante il lockdown, spiega Protano, la cui attività di ristorazione, come tante, è stata duramente colpita dalle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria: “Se fosse stato operativo già a marzo 2020, quando era impossibile uscire di casa, il servizio di portierato avrebbe offerto un sostegno significativo alle tante necessità della vita quotidina”.

Secondo una valutazione più ampia, l’obiettivo principale del servizio di portierato sociale è creare matching, aggregando persone, competenze, interesse, conoscenze, esigenze. Lo stesso obiettivo che ispira l’attività della cooperativa MEST, che si propone di unire il mondo dell’arte e dell’imprenditoria alla rete di una comunità cittadina, capace di sostenere e far emergere i valori e i talenti del quartiere. Riuscire a dar casa al servizio di portierato garantirebbe una messa a sistema della realtà associativa nata nel 2016 e l’avvio di un’intensa operatività – pianificata grazie ad alcuni studi di quartiere, che hanno portato nel 2018 al riconoscimento del progetto da parte della Regione Puglia – ma che è stata ritardata dall’irrompere dell’emergenza sanitaria.

Il tratto di lungomare barese al quartiere Madonnella

“Siamo alla ricerca di persone che possiedono competenze e, soprattutto, desiderano metterle a frutto e a servizio della comunità. Lo scopo è creare un circolo virtuoso, in cui ognuno sostiene l’altro, secondo la propria particolare capacità di offrire sostegno. Vogliamo impegnarci perchè all’interno dello stesso reticolo urbano persone che coltivano medesimi interessi e passioni abbiano la possibilità di incontrarsi. Il sistema della cooperazione permette di fruire di maggiori opportunità, di offrire sicurezze a tutti quei talenti che hanno difficoltà a esercitare la loro professione a causa di spese, tasse e burocrazia spesso molto ingombranti”, spiega Marco.

In attesa, dunque, che la cittadinanza contribuisca a realizzare questo spazio di comunità che è il portierato di quartiere, la cooperativa Mest prepara il terreno in cui i semi delle competenze potranno germogliare: “Aspetto di vedere realizzarsi opportunità di lavoro, obiettivo primario della cooperazione. E mi auguro che il nostro esperimento possa mettere radici in altri contesti cittadini. Senza collaborazione è difficile crescere e svilupparsi”, conclude Marco.

In alto, animazione al quartiere Libertà di Bari