Nella successione degli apostoli, per pregare e testimoniare

Con una solenne liturgia nella cattedrale del capoluogo, lunedì prossimo mons. Giuseppe Satriano s'insedia alla guida dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto

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Una celebrazione liturgica particolarmente solenne. Un evento che segnerà la storia della Chiesa di Bari-Bitonto. S.E. Mons. Giuseppe Satriano è il nuovo arcivescovo, il nuovo pastore. È il Papa che provvede, con regolare bolla pontificia, alla nomina dei vescovi. La designazione ha visto la scelta dell’arcivescovo di Rossano Calabro-Cariati.
Mons. Satriano è di origine brindisina. È stato lungamente vicario generale dell’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Mons. Rocco Talucci. Subentra a Mons. Francesco Cacucci.

La liturgia di insediamento si svolgerà nella cattedrale di Bari, alla presenza di vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, autorità cittadine e regionali, un numero limitatissimo di parenti, tanto Popolo di Dio. L’emergenza sanitaria impone il distanziamento fisico e, quindi, una partecipazione molto limitata. Rispetto di una norma che abbiamo visto rigorosamente applicata anche da Papa Francesco alle liturgie in San Pietro a Roma.

Mons. Satriano nel suo precedente incarico di vescovo della diocesi di Rossano Calabro-Cariati

Supplirà per tutti la diretta televisiva che sarà effettuata da Telenorba, canale 10, a partire dalle 17. Certo, mancherà il coinvolgimento fisico, la possibilità di poter fare la Santa Comunione, fare gli auguri, abbracciare con espressioni di benvenuto il nuovo pastore.

Due i momenti formali, particolarmente significativi, della cerimonia di insediamento del nuovo vescovo: la lettura della Bolla papale di nomina, la sua ostensione all’assemblea e il passaggio del pastorale dal vescovo uscente al suo successore, con il possesso della Cattedra da cui il nuovo vescovo, da quel momento, esercita il suo ministero di Maestro della Parola e della Fede e presiede le celebrazioni liturgiche. La storia è sempre segnata da piccoli gesti, ma sempre molto significativi. La loro lettura dice del valore e dell’efficacia dei simboli. La liturgia è ricca di questi gesti, di questi simboli. Non sono un passaggio, formale o banale, ma un passaggio di autorità, di competenze, di prerogative, di servizio.

Qui è necessario capire quali sono i compiti del vescovo.Leggiamolo da quello che più volte ha detto Papa Francesco. “Compito del vescovo è quello di pregare e annunciare la Risurrezione di Gesù; se il vescovo non prega e non annuncia il Vangelo ma si occupa di altre cose, il popolo di Dio ne soffre”. È quanto ha affermato più volte il Papa nella messa del mattino a Casa Santa Marta e durante le celebrazioni liturgiche di consacrazione dei nuovi vescovi. È il Vangelo stesso che racconta (Mc 3, 13-19) come è avvenuta la scelta dei dodici apostoli da parte di Gesù: li sceglie “perché stiano con Lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demoni”. I dodici, afferma Papa Francesco, “sono i primi vescovi”.

Mons. Giuseppe Satriano a colloquio con Papa Francesco

“I vescovi sono colonne della Chiesa”, chiamati ad essere testimoni della Risurrezione di Gesù: “Noi vescovi abbiamo questa responsabilità di essere testimoni: testimoni che il Signore Gesù è vivo, che il Signore Gesù è risorto, che il Signore Gesù cammina con noi, che il Signore Gesù ci salva, che il Signore Gesù ha dato la sua vita per noi, che il Signore Gesù è la nostra speranza, che il Signore Gesù ci accoglie sempre e ci perdona. 
La testimonianza. La nostra vita dev’essere questo: una testimonianza. Una vera testimonianza della Resurrezione di Cristo”.

I vescovi, come dice il Papa, hanno due compiti: “Il primo compito del vescovo è stare con Gesù nella preghiera. Il primo compito del vescovo non è fare piani pastorali… no, no! Pregare: questo è il primo compito. Il secondo compito è essere testimone, cioè predicare. Predicare la salvezza che il Signore Gesù ci ha portato. 
Due compiti non facili, ma sono propriamente questi due compiti che fanno forti le colonne della Chiesa. Se queste colonne si indeboliscono perché il vescovo non prega o prega poco, si dimentica di pregare, o perché il vescovo non annuncia il Vangelo, si occupa di altre cose, la Chiesa anche si indebolisce; soffre. Il popolo di Dio soffre. Perché le colonne sono deboli”. 

“La Chiesa senza vescovo non può andare -prosegue il Papa-; per questo la preghiera di tutti noi per i nostri vescovi è un obbligo; ma un obbligo d’amore, un obbligo dei figli nei confronti del Padre, un obbligo di fratelli, perché la famiglia rimanga unita nella confessione di Gesù Cristo, vivo e risorto”.

 

Per questo – commenta il santo padre – io vorrei oggi invitare voi a pregare per noi vescovi. Perché anche noi siamo peccatori, anche noi abbiamo debolezze, anche noi abbiamo il pericolo di Giuda: perché anche lui era stato eletto come colonna. Anche noi corriamo il pericolo di non pregare, di fare qualcosa che non sia annunciare il Vangelo e scacciare i demoni… Pregare, perché i vescovi siano quello che Gesù voleva, che tutti noi diamo testimonianza della Resurrezione di Gesù. Il popolo di Dio prega per i vescovi. In ogni Messa si prega per i vescovi: si prega per Pietro, il capo del collegio episcopale, e si prega per il vescovo del luogo. Ma questo è poco: si dice il nome e tante volte si dice per abitudine, e si va avanti. Pregare per il vescovo con il cuore, chiedere al Signore: Signore, abbi cura del mio vescovo; abbi cura di tutti i vescovi, e mandaci i vescovi che siano veri testimoni, vescovi che preghino, e vescovi che ci aiutino, con la loro predica, a capire il Vangelo, a essere sicuri che Tu, Signore, sei vivo, sei fra noi”.

Rivolgiamo dunque il nostro benvenuto a Mons. Giuseppe Satriano che lunedì 25 gennaio, festa liturgica della conversione di San Paolo Apostolo, darà inizio al suo ministero pastorale alla guida della arcidiocesi di Bari-Bitonto. Un Buon Pastore, capace di amare Dio, i preti e il popolo di Dio. Persona semplice, schietta, dolce. Certamente viene per servire. A Brindisi ha svolto con grande e fattiva sapienza il proprio compito a fianco di Mons. Talucci. A Rossano ha lasciato un segno indelebile della propria attività pastorale. Impariamo a ricostruire relazionalità e dimensione di servizio con tanta, tanta preghiera.

Benvenuto eccellenza! San Nicola, San Sabino, la Beata Elia la proteggano e la sostengano. Noi la affidiamo con la preghiera a Maria Odegitria, patrona della diocesi, che possa ricoprirla costantemente con il manto del suo amore, le “indichi la via”, la porti a Cristo suo Figlio e le conceda di condurci tutti da Lei, Madre di Dio, della Chiesa e Regina della Pace.

Quanti sono credenti sono certo che eleveranno la loro preghiera al Signore perché l’aiuti, la sostenga, illumini nelle scelte che dovrà operare per il bene della Chiesa e del Popolo di Dio affidato alle sue cure.

Nelle foto Mons. Giuseppe Satriano