Le migliori app nascono a cena

Per DrinkMe, il dispositivo per la consegna a domicilio di bevande, ideato da quattro intraprendenti giovani baresi, una preziosa alleanza col colosso Winelivery

164
0
CONDIVIDI

C’è un aneddoto molto interessante che pare riguardare un cinico critico letterario, che abitava tra le vie di San Pietroburgo. Un uomo solitario e schivo, che guardava con fastidio alla letteratura contemporanea e alla sua stessa vita. Quella sua antipatica frustrazione lo rendeva un tipo con cui era piuttosto complicato conversare.

Un giorno, gli capitò di leggere i lavori del grande Fëdor Dostoevskij: gli piacque talmente tanto quello che lesse che volle conoscere lo scrittore e chiedergli quando e come avesse avuto quelle idee così geniali. Lo incontrò, così, per puro caso e il grande Fëdor gli disse che tutte le idee migliori gli venivano quand’era ubriaco e quando cenava con gli amici. La pura verità. Ma il critico, certo che lo scrittore si stesse prendendo gioco di lui, si allontanò infastidito, rifiutandosi di leggere altro del sommo scrittore.

L’aneddoto si adatta perfettamente alla storia di un gruppo di ragazzi di Bari, divenuti imprenditori di successo proprio grazie ad una trovata geniale, venuta fuori proprio mentre erano a cena e mancava il vino. Si parla di Andrea Paccapelo, Fabrizio De Bonfils, Gabriele Favia Guarnieri e Marco Iusi, pionieri poco più che trentenni di DrinkMe, un’app per la consegna a domicilio delle bevande.

“Ci eravamo ritrovati per festeggiare una bella notizia che un componente del nostro gruppo aveva ricevuto; ma quando ci siamo visti era ormai tutto chiuso. In quel momento -racconta Andrea Paccapelo- abbiamo pensato ad un servizio di consegna a domicilio, che riguardasse proprio le bevande. Ci siamo chiesti perché sia possibile ottenere ogni genere di consegna a domicilio, ma non vi sia un’app che consenta di ordinare un cocktail e riceverlo a casa ”. 

“ E, così, a un tratto ci siamo detti -continua Marco Iusi- che potevamo farla noi, che in tanti si saranno sicuramente trovati in una situazione simile alla nostra e che ne avrebbero volentieri fruito ”. Hanno, quindi, sfruttato tutte le loro competenze informatiche e di marketing, nonché la loro creatività, per un sito web, divenuto poi un’app scaricabile sul cellulare. L’hanno chiamata DrinkMe, una sorta di JustEat, ma con sole bevande, alcoliche e non: la prima piattaforma take-away online di birre, vini e set da cocktail del Sud Italia.

“DrinkMe è in piedi ormai da qualche tempo e siamo riusciti nell’intento di migliorare anche la rapidità del servizio: in trenta minuti siamo in grado di raggiungere ogni parte della città, coprendo un raggio d’azione di oltre otto chilometri ”, spiega Fabrizio De Bonfils. “Credo che il successo dell’iniziativa sia dovuto a tutte le energie che ci abbiamo​ messo. Ci siamo impegnati davvero e continuiamo a farlo ventiquattrore su ventiquattro. Abbiamo messo insieme le nostre forze, le nostre capacità dal punto di vista commerciale, della comunicazione e del servizio alla clientela per poter offrire un servizio assolutamente efficiente”, prosegue.

Nel giro dei primi tre anni, DrinkMe è riuscito ad imporsi nel territorio barese sia grazie alla vasta gamma delle bevande proposte sia per la velocità di consegna. Specie durante il lockdown, in molti hanno utilizzato il servizio, spingendo i ragazzi ad allargare il raggio d’azione. L’app consente di ordinare anche vini di alta qualità, e, all’occorrenza, può divenire un vero e proprio sommelier virtuale: attivando, infatti, il tasto Wine Advisor e rispondendo ad una serie di domande, riesce a consigliare al cliente il vino giusto per ogni occasione, che sia un pranzo aziendale o una cena tra amici.

Il successo dell’app ha richiamato l’attenzione di un colosso della diistribuzione di vini, assai più conosciuto nel nord Italia, come Winelivery, che già da tempo voleva imporsi nel territorio barese. Grazie alla nuova sinergia, i giovani imprenditori baresi sono riusciti a estendere la loro attività anche ai centri vicini a Bari: Torre a Mare, Mola di Bari, Modugno e Capurso.

 

“Siamo riusciti anche ad attivare diverse promozioni: per esempio, al momento del download, ognuno riceve un link di invio e un codice personale. Ogni volta che si inoltra questo link, viene consentita l’attivazione e lo scaricamento dell’app da parte di terzi, che ottengono uno sconto di benvenuto. Mentre chi invia il codice riceve un euro per ogni cliente che invita. E quando i nuovi clienti diventano cinque, lo sconto raggiunge i dieci euro. Questo servizio express ha dato i suoi frutti, garantendo la diffusione immediata dell’app”, racconta Gabriele Favia Guarnieri.

“Il prossimo passo sarà rivolto alle partnership, dallo sport alla moda, senza naturalmente trascurare alberghi e bed and breakfast. L’obiettivo è non fermarsi, continuare a migliorarsi. Lo dobbiamo a chi ha creduto in noi e ci ha permesso di arrivare sin qui” , conclude Gabriele. In bocca al lupo, ragazzi!

Nella foto in alto, i ragazzi baresi che hanno inventato DrinkMe, Andrea Paccapelo, Fabrizio De Bonfils, Gabriele Favia Guarnieri e Marco Iusi