Università? “Benvenuti” in Puglia!

L'ateneo barese e quello del salento sono primi nel meridione ma nelle rispettive classifiche nazionali risultano al terzultimo posto su dodici e al nono su sedici

224
0
CONDIVIDI

L’Università di Bari è all’ottavo posto tra i dodici mega atenei statali, quelli che contano più di 40.000 iscritti. Ad affermarlo è l’ultimo report, relativo al 2020/2021, pubblicato dall’istituto di ricerca socio–economica Censis.

Risultato tutt’altro che soddisfacente per il capoluogo pugliese, che con i suoi 79.0 punti si classifica al terzultimo posto nella categoria di riferimento dopo Bologna, Padova, Firenze, Roma “La Sapienza”, Pisa, Milano, Torino. A chiudere la graduatoria ci sono Catania e Napoli: tra i più grandi atenei quello barese, dunque, è il migliore del Sud.

L’università del capoluogo pugliese raccoglie buoni risultati soprattutto nelle categorie “borse di studio”, servizi e strutture con, rispettivamente, 87, 82 e 83 punti. I punti più critici, invece, sono rappresentati dall’internazionalizzazione e l’occupabilità con 69 e 75 punti. Le carenze sono dovute, quindi, soprattutto alla poca mobilità degli studenti verso l’estero e al modesto numero di laureati che hanno trovato un impiego stabile in breve tempo, dopo aver terminato il proprio ciclo di studi universitari.   

“Dobbiamo migliorare sotto vari aspetti. Siamo nella stessa posizione da anni  ha detto il rettore Stefano Bronzini – e l’abbiamo confermata anche quest’anno. Questo vuol dire che dobbiamo attivarci ancora di più soprattutto su due aspetti: l’internazionalizzazione e il rapporto con le aziende”.

Lo scalone dell’università di Bari

 Il Politecnico di Bari, invece, si attesta al quarto posto della classifica di riferimento, dopo quelli di Milano, Venezia e Torino. Il suo punteggio generale è di 83.0, con 6.5 punti di distacco dall’università piemontese. Positivi i risultati conseguiti nel campo delle “borse di studio” (89 punti), servizi (80 punti) e occupabilità (100 punti); da migliorare, al contrario, sono soprattutto i settori della comunicazione e delle strutture.

“Il Politecnico di Bari continua a ottenere ottimi risultati sul piano dell’occupazione dei laureati – ha spiegato il rettore Francesco Cupertino – ciò che dà la misura dell’efficacia del titolo di studio e dell’adeguatezza al mondo del lavoro. Per quanto riguarda i criteri di giudizio su strutture e servizi siamo fortemente impegnati a proseguire in un programma di ammodernamento. Anche sulla comunicazione stiamo facendo investimenti”.

Per quanto concerne gli atenei privati, Milano Bocconi e Cattolica primeggiano su tutti con i loro 98.2 e 81.8 punti, mentre l’Università LUM J. Monnet di Casamassima, a pochi chilometri dal capoluogo pugliese, si attesta all’ultimo posto della classifica dei piccoli atenei non statali. Con i suoi 70.6 punti, risulta carente per comunicazione, internazionalizzazione e servizi; accettabili, invece, gli esiti di “borse di studio”, dove è Milano “San Raffaele” a coprire l’ultima posizione in graduatoria, e strutture, con Roma – “Link Campus” a chiudere l’elenco a cinque punti di distacco dalla LUM pugliese.

Primeggiano tra le università private di piccola dimensione quelle di Bolzano, Roma Europea e LIUC Cattaneo, a metà ci sono Roma Biomedico, Roma UNINT e Aosta prima delle già citate Milano San Raffaele, Roma – “Link Campus” e LUM J. Monnet.

Tra gli atenei “medi”, l’Università del Salento è nona su sedici, prima tra quelle del Sud Italia con 88.7 punti e un ottimo punteggio nelle categorie “borse di studio”, servizi e strutture. Risultati meno illustri, ma pur sempre accettabili per la comunicazione, l’internazionalizzazione e l’occupabilità. Chiudono la classifica L’Aquila, Catanzaro, Napoli “Parthenope” e “Orientale”.

Le piccole università, invece, vedono Foggia salire sul gradino più basso del podio con 83.7 punti. Superiori all’ateneo dauno soltanto i corrispettivi di Camerino, nelle Marche, e Reggio Calabria. Completano la graduatoria Teramo e Insurbia al quarto e quinto posto, seguiti da Cassino, Basilicata, Tuscia, Sannio e Molise.

In alto, un’immagine pubblicitaria dell’università del Salento