Perchè una pandemia non può fermare il Bitonto Blues Festival

Con Pandemusic edition la celebre rassegna musicale bitontina sbarca sul web e si rivela, ancora una volta, un grande successo di pubblico e di critica

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Momenti difficili come quelli che stiamo attraversando, possono essere l’occasione per riscoprire valori e forze che alimentano la nostra voglia di fare, la nostra creatività. Uno di questi è sicuramente la musica che, in tutte le sue forme e declinazioni, è stata fedele compagna di tutti noi durante i mesi di lockdown. Tanti artisti del panorama nazionale e mondiale sono stati costretti ad annullare tour e concerti, e lo stesso è capitato alle manifestazioni che fanno della musica il loro ingrediente principale. La parola d’ordine di questi mesi è stata reinventarsi, scoprire nuove vie, alternative valide per non fermarsi davanti al nemico invisibile che circonda le nostre vite. E molto spesso siamo stati costretti a reinventarci proprio tramite il web.

È quello che è successo al Bitonto Blues Festival, ormai istituzione tra le manifestazioni musicali bitontine ma di respiro nazionale, che da sempre allieta le ancora afose serate di settembre. La missione, questa volta più ardua del previsto, è stata vestirsi di un nuovo format in grado di trasmettere ciò che soltanto gli spettacoli dal vivo possono e sanno fare. È così che il Bitonto Blues Festival è diventato Pandemusic edition, con una nuova modalità di svolgimento e collocazione: non più Piazza Cattedrale gremita di spettatori, ma una diretta streaming che è entrata direttamente nelle case di tutti, con una missione benefica, attraverso una raccolta fondi per il Policlinico di Bari.

Il patron Beppe Granieri ha raccontato che la decisione, seppure difficile, di sospendere l’edizione 2020 è stata presa in fretta già nella prima decade di marzo, quando ancora non si parlava di chiusure ufficiali. Da quel momento in poi, è stato tutto molto spontaneo: “sin da subito c’è stata una grande sinergia con i miei collaboratori, che ha portato verso una nuova idea: migrare verso il web; c’era solo bisogno di organizzare tutto nei minimi dettagli, soprattutto dal punto di vista grafico.”

Da qui nasce la Pandemusic edition, rassegna in cinque giornate a cadenza settimanale, in cui tutto il web è stato contagiato dal blues. Ogni venerdì, dal 1° al 29 maggio, artisti veterani del palco del Bitonto Blues Festival, assieme a chi avrebbe dovuto partecipare quest’anno, hanno avuto la possibilità di raccontarsi e farsi conoscere. Immancabile la presenza del presentatore Pierluigi Morizio.

Sinergia, dunque, la parola chiave della manifestazione. Non soltanto tra gli organizzatori che più che mai hanno dovuto fare i conti con tanti nuovi imprevisti legati alla trasmissione web del festival, ma soprattutto tra gli artisti, provenienti da panorami musicali diversi, che hanno avuto la possibilità di farsi conoscere. “Non va dimenticato, infatti che il Bitonto Blues Festival è una manifestazione che tende a celebrare non soltanto la musica, ma anche la cultura e il marketing territoriale”, spiega Granieri. Ed è così che gli artisti hanno avuto, durante le dirette web, la possibilità di incontrare di nuovo il loro pubblico affezionato, ma anche di farsi conoscere da nuovi appassionati, portando la loro musica, il blues, direttamente nelle loro case.

“Abbiamo riservato a ciascun artista, durante le dirette, uno spazio di dieci minuti in cui è stato possibile interagire con loro, intervistarli, promuoverli e poi abbiamo dato spazio alla musica. Ma non ci sembrava giusto chiedere all’artista di esibirsi per poco tempo e gratuitamente. Abbiamo optato, quindi, per una messa in onda di video di repertorio, performance appartenenti alla carriera di ogni artista”, spiega Beppe.

Tra i trentacinque artisti che si sono esibiti, nel corso delle dirette web, celebrità nazionali e internazionali:  il francese Carl Wyatt, l’argentino Gabriel Delta, gli americani Daniel «Madcat» Dudeck e Ronnie Hicks e ancora Matteo Sansonetto, Linda Valori, The Blues Queen, Mike Sponza, Luca Giordano, Pasquale Aprile, Blue Stuff e tanti altri. Stupenda la sigla finale con una emozionante Hallelujah (https://youtu.be/eFJNeL2Pz54), cantata da diversi artisti partecipanti all’edizione. In ogni puntata si è anche parlato di cultura e spettacolo, con interventi preziosi di Carlo Massarini e di Maurizio “Dr. Feelgood” Faulisi di Virgin Radio. 

“Non è un caso – ha spiegato Granieri – che il festival sia iniziato il primo maggio. Da un lato volevamo prenderci tutto il tempo utile per organizzare la nostra edizione del 2020 nel miglior modo possibile, dall’altro però abbiamo voluto iniziare in una giornata particolarmente importante per la musica in Italia”, il giorno in cui la musica viene celebrata in tutti i modi e con tante diverse manifestazioni, si pensi infatti al Concertone, anch’esso passato alla veste online per l’occasione.

“La nostra speranza – ha aggiunto – è che da ora in poi il web possa diventare un fedele alleato della nostra manifestazione, poiché la misura del successo risiede proprio nella sinergia tra tante diverse realtà.” 

Nell’attesa di poterci ritrovare tutti appassionatamente in piazza, pronti ad apprezzare e divertirci con la musica che gli ospiti del Bitonto Blues Festival sapranno magistralmente mettere in scena, dunque, non è stato poi così difficile adattarsi al nuovo format sul web. E poi, si sa, da quando l’epidemia è entrata prepotentemente nelle nostre vite, abbiamo iniziato ad abituarci a nuove modalità di comunicazione, passando dall’una all’altra con la certezza che si potrà tornare alla vita di tutti i giorni il prima possibile. Così, con Pandemusic edition il Bitonto Blues Festival ha dato inizio alla sua “fase due”, una rassegna telematica, priva del calore del pubblico in piazza ma altrettanto emozionante e piena di vita. Perché il blues, così come la musica in generale, non si sono fermati e mai si fermeranno: non esiste virus che potrà fermarli.