Restare a casa è un gioco da detective

Tra orribili delitti e assassini da scoprire, oltre che passatempo nelle serate in casa del lockdown, Cluedo resta un'intelligente alternativa per le serate con gli amici

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Il lockdown imposto dalla pandemia, che lentamente cominciamo a lasciarci alle spalle, ha portato nelle vite di tutti noi una serie di cambiamenti nelle abitudini lavorative, scolastiche e sociali. Ma ha condotto, soprattutto, alla riscoperta di un luogo spesso dato per scontato, da cui, solitamente, si cerca di evadere: la nostra casa. Tra stanze che si trasformano in palestre improvvisate, soggiorni che diventano uffici per lo smart working e cucine, che si convertono nel luogo in cui si riscoprono tradizioni o si sperimentano nuove ricette, le mura domestiche diventano il posto in cui si concentrano lavoro, studio, svago e divertimento.

Ma cosa accadrebbe se proprio il focolare domestico si convertisse nello scenario di omicidi e atrocità? Lasciando, dunque, per un attimo da parte la realtà e la cronaca, fin troppo presente nelle ultime settimane, proviamo ad analizzare uno dei giochi da tavolo più conosciuti, che ha come tema principale una casa e una famiglia: Cluedo.

Il nome del gioco, creato nel 1948 dall’inglese Anthony E. Pratt per la Weddington Games e acquistato successivamente dall’americana Hasbro, porta nel suo stesso nome la chiave per capire di cosa si tratti: la ricerca e la scoperta di un assassino con la sua arma e del luogo del delitto tramite una serie di clue, termine inglese che significa indizio. Un gioco che si svolge, dunque, in un clima di mistero e di divertimento per tutti coloro che vi partecipano con la propria pedina.

Le regole del gioco prevedono una serie di identità (personaggi più o meno coinvolti nell’omicidio), stanze e diverse armi del delitto, che consentono ai partecipanti di condurre indagini e muovere accuse, sino alla rivelazione finale del vero assassino e degli oggetti utilizzati per l’omicidio. Un gioco avvincente, in grado di affinare le proprie abilità di detective, cercando di risolvere il mistero prima degli altri concorrenti.

Cluedo, che di solito accompagna le fredde serate natalizie, è da sempre stato molto apprezzato soprattutto per la sua ambientazione “domestica” e per un retroscena narrativo ed avvincente che porta i concorrenti a formulare ipotesi e accuse, sulla base di realistici e credibili moventi. Un gioco entrato nella cultura popolare, ispirando serie tv e film che l’hanno citato e riprodotto all’interno di alcune scene: da The Big Bang Theory ai Simpsons passando per il quarto episodio della celeberrima saga di Star Wars

Una pellicola totalmente ispirata al gioco è stata prodotta nel 1985 dal regista Jonathan Lynn con il titolo Clue, giunta in Italia a maggio del 1986 con il titolo Signori, il delitto è servito, un vero e proprio cult, in cui alle tematiche leggere e divertenti si alternano le ambientazioni e i personaggi ispirati al gioco da cui prende spunto, e lo rispetta in tutto e per tutto. Proprio come nel gioco, i sei personaggi vengono invitati ad una misteriosa cena dove a morire sarà proprio il padrone di casa, dando inizio così ad un’indagine che porta i personaggi verso conclusioni differenti tra loro, in base a ipotesi e indizi diversi. Sulla base delle differenti teorie, nel film si alternano ben tre finali diversi, lasciando quindi lo spettatore libero di scegliere quale tra le tre verità proposte nel finale sia quella più convincente.

Dal grande al piccolo schermo, Cluedo ha ispirato una miniserie americana intitolata Clue, prodotta dagli Hasbro Studios e andata in onda tra il 2011 e il 2012. Nella miniserie di soli cinque episodi, sei ragazzi protagonisti dovevano raccogliere indizi e prove con lo scopo di risolvere un mistero, in un’ambientazione e una scenografia che ricordava in molte delle sue parti proprio lo stesso gioco da tavolo.

Presente in più di trenta paesi, Cluedo fu ideato alla fine degli anni quaranta senza immaginare che l’atmosfera di mistero da esso evocata potesse diventare una costante delle riunioni festose di famiglia e tra amici. Eppure, per il suo settantesimo anniversario, la Hasbro ha deciso di coinvolgere il sito americano Houzz e una comunità di architetti, costruttori e designer per apportare alcune modifiche e restaurare la famosa residenza di Tudor Hall. È stato così deciso di dare una ventata di fresco al bagno dell’abitazione. Una novità non proprio inaspettata, visto che per l’edizione del 2016 un personaggio presente nell’edizione originale (la signora White) è stato sostituito dalla dottoressa Orchid.

Se, dunque, per combattere la noia da lockdown si è rivelato molto utile giocare a Cluedo, potremmo aggiungere che, in realtà, sedersi attorno ad un tavolo e immaginare, solo per un po’, che la propria abitazione sia diventata luogo di un orribile delitto, la cui soluzione può dipendere solo dalle nostre abilità di intuizione e analisi, può essere il modo, anche i tempi normali, per trasformare anonime serate con gli amici in un imperdibile occasione di appassionante e intelligente divertimento. E, allora, che il gioco ricominci!