Il jazz di JAQ per battere il coronavirus

La band pugliese Jazz Art Quartet incide e mette in vendita l'album d'esordio, con lo scopo di donare il ricavato alla lotta contro il Covid-19

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Se c’è una cosa che l’emergenza sanitaria non è riuscita a fermare è la creatività; la voglia di fare, agire e sperimentare. Artisti, musicisti, attori, intellettuali, scrittori così come un numero sempre crescente di persone comuni hanno infatti scelto, negli ultimi due mesi, di trasformare questo periodo di inattività forzata, imposto dalla quarantena, in una preziosa occasione per mettere a frutto il proprio ingegno o la propria passione e dar vita a iniziative e progetti nuovi, magari animati anche da uno scopo benefico.

Tra questi, il gruppo musicale pugliese Jazz Art Quartet che ha deciso di stampare su supporto fisico e poi di mettere sul mercato il loro disco JAQ (ascolta qui) in precedenza già disponibile online, con lo scopo di devolvere il ricavato delle vendite alla lotta contro il Covid-19.

L’album JAQ, acronimo del nome della band di recente formazione – composta da Gianlivio Liberti (chitarra e batteria), Dino Plasmati (chitarre), Francesco Schepisi (piano e fender rhodes) e Antonello Losacco (contrabbasso e basso) – è stato registrato nell’aprile dello scorso anno ed è composto da dieci brani originali di respiro internazionale che si rifanno alle sonorità del modern jazz di matrice americana e della melodia europea. 

Tutto è nato da una telefonata, una chiamata alle armi di vecchi e nuovi amici, musicisti affini per sensibilità ma con background differenti”, racconta Plasmati. “Nelle composizioni presenti in questo disco –aggiunge Schepisiognuno di noi ha portato a galla delle parti di sé. Grazie anche alla componente del tutto personale della scrittura, ogni brano incarna il nostro vissuto, i nostri pensieri e le nostre emozioni”.

Rimasto in sospeso per un anno, il progetto musicale ha visto la sua realizzazione ultima, non a caso, in questo difficile periodo: una vera e propria scommessa discografica, un atto di coraggio di chi, come spiega Liberti, intende il valore dell’artista come l’atto di allontanare da sé la propria opera per donarla all’umanità. Un dono preziosissimo in questi tempi di estrema solitudine in cui la musica può rappresentare un potentissimo balsamo per l’anima; reso ancora più nobile dall’intento di devolvere il ricavato del disco in beneficenza e, dunque, a servizio del bene comune. 

Non si può, dunque, far altro che sperare nel successo di vendite dell’album il quale, nelle prime ventiquattro ore dalla sua uscita, nei giorni scorsi, ha raccolto ben diciassette promesse di acquisto, di cui una proveniente dalla Spagna e un’altra dagli Stati Uniti.

Per prenotare una copia del cd, basta inviare una mail ad uno dei seguenti indirizzi gianlivioliberti@yahoo.itantonellojazz@gmail.comdino_plasmati@yahoo.itskep90@gmail.combooking@angapp.it, oppure chiamare il numero 333.2436744.

Se un lato positivo si può trovare in questi giorni di isolamento è proprio la riscoperta di un valore sempre troppo dato per scontato: la solidarietà!