Disegnare? E’ questione di “Still”

La personale allestita presso Nuova Era di Bari, offre lo spunto per alcune interessanti riflessioni con Giulia Barone sul suo rapporto simbiotico con l'arte

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Artista sensibile e talentuosa, Giulia Barone, barese, ha compiuto approfonditi studi artistici, specializzandosi in decorazione. E’ docente presso gli Istituti di secondo grado e l’Accademia di Belle Arti di Bari.

Ha all’attivo numerose collettive all’estero e sul territorio nazionale e vanta la preziosa collaborazione a prestigiose riviste scientifiche del settore medico internazionale, frutto della sua inclinazione come disegnatrice e illustratrice.

Prendendo spunto dalla personale intitolata Still, allestita con successo prima del lockdown presso la galleria Nuova Era di Bari, abbiamo scambiato con l’autrice alcune interessanti riflessioni sul suo rapporto simbiotico con l’arte.

Come comincia la tua personale avventura in questo affascinante universo?

Sono nata e cresciuta tra i disegni e le matite di mia mamma, disegnatrice. L’arte è sempre stata parte integrante della mia vita: da che io ricordi, l’odore della gomma-pane non mi ha mai abbandonata. Fortunatamente il mio percorso è stato ricco di maestri esemplari, le lezioni e i consigli dei quali sono stati decisivi nelle mie scelte creative: quello di sintesi è, ad esempio, un importante concetto compreso tra i banchi e che tuttora guida la mia opera. Sulle loro orme ho deciso di insegnare anch’io: sono professoressa di Storia dell’arte al liceo e sono stata docente a contratto di disegno all’Accademia di Belle Arti di Bari.

La tua esperienza professionale cosa ti ha suggerito?

Al di là dell’esperienza scolastica, dalle prime mostre autofinanziate con i compagni di classe fino all’affiancamento al docente, la cultrice, mi sono realmente innamorata dell’arte e dell’arte contemporanea quando ancora quindicenne visitai, per la prima volta, la Biennale di Venezia, primo vero approccio a quel mondo. Una recente esperienza che mi ha davvero emozionata è stata invece la mia prima personale, pietra miliare della mia carriera. Nel mio futuro sicuramente continuerà ad esserci l’insegnamento, ma ho nuovi e tanti progetti: al momento sto già preparando un’altra personale, perché no, anche fuori da Bari.

Nell’ultimo lavoro, presentato a Bari, tratteggi la tua storia: un racconto inconfessato, scandito da un ritmo inconscio familiare, essenziale, severo. Parlaci di ciò che si cela all’origine del tuo processo creativo…

Confesso che le mie migliori idee sono spesso frutto di distratti scarabocchi, la più genuina manifestazione di ciò che mi passa per la testa e, soprattutto, di ciò che sento. Ma il momento più importante del mio processo creativo è sicuramente la rielaborazione successiva: dare una forma all’insight, sintetizzare intuizione e logica, impulso creativo e ratio, tenendo in mente sia l’origine della composizione sia il suo futuro contenitore.

Puoi descriverci la tua relazione tra arte e vita?

Vita e arte per me sono inscindibili, nessun limite tra le due cose. L’artista pretende dalla propria vita d’essere artista: ma solo se si vive con pazienza e tanto amore per questo mondo allora l’arte accoglierà l’artista. L’arte definisce chi siamo, e noi siamo l’irriducibile desiderio di comunicare e creare: dalle Veneri preistoriche, passando al neoplatonismo di Botticelli fino alle performance di Gilbert & George: così è stato e così sarà.

In alto e nel testo, alcuni disegni di Giulia Barone alla galleria Nuova Era di Bari