Un “motivo” per sconfiggere il bullismo

Miedo, nome d'arte di Simona Tavella, giovane cantante molfettese, è l'autrice di "Dimmi tu", il suo primo singolo composto per aiutare tutti i ragazzi in difficoltà

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Questo marzo ci ha riservato non poche sorprese. E, sebbene la reclusione forzata e l’aria pesante che si respira – speriamo dissimile da quella che sentiva Gramsci durante la sua prigionia – siano da annoverare tra gli aspetti più negativi, non mancano gli elementi positivi che ci fanno rivalutare questa quarantena. E’ proprio nella scoperta del nuovo, dell’inedito, infatti, che possiamo trovare il piacere di restare a casa. 

Dopo quel libro ritrovato e aperto per puro caso, il film che si guarda dopo chissà quanto tempo, ci sono le canzoni, ascoltate nel letto, sul far della sera, forse i veri momenti di libertà della giornata. Ed è proprio tra questi brani che un mese così cupo potrebbe averci riservato una delle sue più belle sorprese. Magari, il primo singolo di una diciottenne molfettese che ha sorpreso non poco il web con la sua voce e con la bellezza delle sue parole. 

Eppure, Simona Tavella, in arte Miedo, sembra una ragazza come tante. Fa sport, ama la musica e nelle foto mostra sempre un sorriso smagliante. È appassionata di sport: ha giocato a pallavolo per otto anni, per poi dedicarsi al calcio – suo grande e inconfessato amore per tanto tempo – giungendo a militare, per un anno, nella squadra femminile FC Bari 1908. Ma per quanto forte in campo, la sua più grande e reale passione è la musica. 

Simona questo lo sa bene sin dalle elementari, quando frequentava le poche ore di musica alla scuola Vincenzo Zagami. Lì ha sancito il suo patto per la vita con le note. Gli strumenti musicali, certo, l’avevano sempre affascinata; ma per la prima volta si trovava alle prese con il flauto: “Quando finiva la scuola e tornavo a casa, restavo ore a riprodurre le colonne sonore – prima tra tutte, quella di Titanic – e tutte le canzoni che mi piacevano, cercando su youtube tutorial su come suonarle”, spiega. 

Una volta scoperta la sua vocazione, Simona doveva necessariamente mettere a frutto il suo enorme talento. Così, ha deciso di dedicarsi al pianoforte, prima da autodidatta, poi prendendo lezioni private, con un interesse sempre maggiore per la musica classica. Lo strumento che, tuttavia, ha deciso di coltivare di più è proprio la sua bellissima voce e, dall’età di tredici anni, frequenta corsi di canto, prima a Bisceglie e ora presso l’associazione Musica Insieme di Molfetta. Luciana Negroponte, la sua insegnante, la stimola e crede moltissimo in lei e nel suo talento. 

Ma c’è molto di più nella passione di Simona e sarebbe un vero peccato fermarsi alla superficie e non andare più a fondo: sceglieremmo di vedere solo quello che c’è di bello nella sua vita, ignorando le qualità morali di questa ragazza, che il tempo ha reso più matura, più grintosa, più forte. Questa giovanissima donna ha saputo impiegare il suo talento per infondere coraggio a chi non ce l’ha, a chi è troppo triste e affranto per reagire. 

Sin dalle elementari, ho sofferto a causa del bullismo di alcuni compagni – rivela Simona – e nulla è cambiato fino al primo anno di scuola superiore. Frequentavo il liceo di Scienze Applicate, a Molfetta, e ho dovuto cambiare scuola, anche perchè principalmente non era l’indirizzo giusto per me”. Poi si è iscritta al liceo di Scienze Umane e qui non ha avuto alcun problema con i compagni di classe. Tutto è ricominciato, tuttavia, non appena ha cambiato nuovamente istituto, approdando al liceo scientifico, dove ha incontrato molte difficoltà con i professori e l’intera classe.

Solo tornando al precedente liceo ha ritrovato la pace e una classe che l’ha accolta con amore, insieme a professori comprensivi, in grado di valorizzarla e capirla. Eppure, le ferite non si rimarginano così in fretta: “Quell’anno mi ha davvero traumatizzata e tuttora è difficile per me non soffrire di fronte ad atteggiamenti che mi riportano con la mente a quel periodo”, confessa Simona. Spesso la vita ci mette di fronte a situazioni particolarmente difficili; ma grazie a persone sensibili come questa giovane artista, a modelli ed esempi come lei, possiamo ritrovare la forza di lanciarci nella mischia della vita. 

Simona con il suo bellissimo singolo dal titolo Dimmi tu – realizzato nello studio del suo produttore Deca, con cui ha scritto anche il testo – si rivolge a tutti gli adolescenti con cui la vita è spesso davvero dura, perché non perdano mai il coraggio di scoprirsi e capirsi. Perché non si arrendano mai, chiudendosi nel proprio dolore, ma possano reagire trovando in sé la ragione per cui continuare a combattere. Perché non si vergognino ad esprimersi liberamente, a chiedersi chi siano e a lottare per ciò che vogliono davvero.

La canzone, in realtà, si rivolge a tutti. È un inno al coraggio di amarsi e di ritrovarsi, nonostante la superficialità e la rapacità di chi ci circonda: “Diamo sempre poca importanza alle cose che contan davvero, / meglio le scarpe firmate, al telefono, dici sul serio? / Tanto la gente è pronta a giudicare una ragazza coi capelli corti, / un ragazzo che mette lo smalto o i vestiti di rosa. / Non importa del sesso, l’età, dell’altezza e il colore / a me importa soltanto sapere il tuo nome e cognome. / Non bisogna avere paura di rinascere al mondo in qualcosa dipinto da zero su un nuovo sfondo”, recitano due strofe della canzone.  Il video del brano, disponibile su youtube, all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=hbfGtSSUW68, è arricchito dalla performance dei ballerini Gabriella Marzocca, Davide del Buono e Virginia Minervini, che hanno utilizzato gli spazi della scuola di teatro Ananke di Mara Angeletti.

Poichè in questa lunga e dura quarantena abbiamo bisogno di belle storie, di avvincenti racconti per superare il difficile momento, non c’è niente di meglio che ascoltare questo stupendo brano con le sue grandi verità, dietro cui si celano il coraggio e la forza di Simona, così giovane e insieme così grande.

Nella foto in alto e nelle altre immagini, Simona Tavella, in arte Miedo