Il richiamo potente della terra

Tornato a Palo del Colle dall'Inghilterra, l'ing. Francesco Tricarico prende le redini dell'azienda agricola di famiglia e la trasforma in un'impresa moderna e produttiva

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Sentiamo spesso parlare di giovani che lasciano il nostro meridione per cercare fortuna al nord o, addirittura, all’estero. Un fenomeno in forte aumento, a riprova di quanto sia ormai divenuto difficile trovare lavoro nella propria amata terra. E’ come se fosse divenuta una regola non scritta, levarsi in volo una volta terminati gli studi.

Eppure, ogni regola ha le sue eccezioni e la nostra si chiama Francesco Tricarico, un ingegnere di Palo del Colle, attualmente residente a Bitonto. Francesco si è ritrovato, all’improvviso, a dover condurre l’azienda agricola del padre, quando all’orizzonte si è profilato il rischio di cedere a terzi l’avviata attività a conduzione familiare, azzerando tutti i sacrifici e gli sforzi compiuti per creare un’impresa solida e moderna, gettando alle ortiche il buon nome della famiglia.

In realtà, il papà di Francesco era rimasto ormai solo, con tutti i figli lontani e ben sistemati. E, seppur a malincuore, aveva preso la sofferta decisione di vendere l’Azienda agricola Tricarico, ponendo fine a una tradizione che durava da ben cinque generazioni. Ma quando ne ha parlato ai figli, un moto di orgoglio ha pervaso Francesco: non poteva consentire che venisse data via una parte di sé. E, come chi comprende il valore di una cosa proprio quando rischia di perderla, ha deciso di tornare in Puglia per prendere le redini della ditta.

Dopo il diploma al liceo scientifico di Bitonto, Francesco aveva intrapreso gli studi di ingegneria all’università di Bari, concludendo il suo iter formativo in Finlandia. D’estate e durante le feste, però, era “chiamato alle armi” dal padre e, insieme al fratello, continuava a lavorare in campagna. L’azienda si occupava, come ancora oggi, principalmente della produzione di olio extravergine (ma in realtà, produce anche mandorle e frutta), ricavato da olive della specie coratina e cima di Bitonto.

Francesco Tricarico al Biol del 2016

Quelle lunghe giornate trascorse nei campi, prima ancora che se ne rendesse conto, gli avevano insegnato ad amare la terra. Le calde giornate di luglio, quando il sole si spande tra gli alberi sino a sera inoltrata, gli avevano fatto capire quanta soddisfazione dà la vita in campagna. Il silenzio tutt’intorno, il profumo della terra, la bellezza degli ulivi erano diventati per lui una dimensione dell’anima, regalandogli una pace profonda e duratura.

Nel 2004, però, terminati gli studi e ottenuta la laurea di ingegnere elettronico, Francesco abbandona il suo “nido”, alla ricerca di un futuro lavorativo più sicuro. Parte per la California e e poi per l’Inghilterra, dove trova stabilità, sicurezza economica e realizzazione personale, anche da un punto di vista sentimentale. Ma, proprio quando tutto va a gonfie vele, ecco che il padre lo chiama per comunicargli la triste decisione di vendere l’azienda. Francesco ci pensa su qualche giorno, ma poi, risoluto, decide di tornare a casa. La moglie è d’accordo ed insieme fanno rotta su Palo del Colle, compiendo la più grande scelta controcorrente e rinunciando persino alla sicurezza economica, conquistata dopo anni di sacrifici.

Oggi Francesco non ha rimpianti: si sente realizzato e soddisfatto, specialmente perché ha potuto sfruttare tutto il suo bagaglio di conoscenze e l’esperienza maturata all’estero, rendendo l’azienda ancora più dinamica e moderna, grazie anche all’utilizzo della rete e dei social. E, soprattutto, partecipando a tanti concorsi del settore, persino internazionali, classificandosi più volte al primo posto. Un premio, tra quelli a cui tiene di più, è Bi-oil, che quest’anno verrà ospitato a Bitonto, che gli ha già conferito cinque medaglie d’oro.

Il presidente Emiliano con i coniugi Tricarico in una grande rassegna dedicata all’alimentazione

L’azienda Tricarico, è rigorosamente biologica sin dagli anni ’90, quando non era affatto di moda, perché la produzione d’olio era quantitativamente inferiore. “I prodotti chimici, soprattutto se usati in grande quantità, nuocciono gravemente alla qualità dell’olio e i residui chimici, che rimangono sulle piante, possono causare moltissimi problemi agli stessi contadini”, spiega Francesco. Le olive della nostra zona sono tra le migliori d’Italia, a parere di Francesco, che dall’olio ricava anche prodotti cosmetici e saponi per il corpo, sfruttando al massimo un prodotto che può essere usato in mille modi diversi e non soltanto a fine alimentare.

Eppure, c’è ancora tanto da fare, da lavorare, specialmente perché la vita in campagna è poco sicura e il lavoro poco tutelato. Numerosi sono i furti subiti nel cuore della notte, senza poter fare nulla nè ottenere un adeguato risarcimento. E, poi, le procedure burocratiche sono incredibilmente complicate e lente, tanto da costringere Francesco a passare pomeriggi interi dietro la scrivania, lontano dal profumo dei campi. Così, appena può torna alle sue piante d’ulivo, che ama come le persone della sua stessa famiglia e a cui dedica tutte le più amorevoli cure, nonostante il freddo, la pioggia e la fatica. Il prossimo generoso raccolto saprà ricompensarlo copiosamente.

In alto, Francesco Tricarico al lavoro tra i campi