Il pane del mercoledì profuma di bontà

Grazie all'iniziativa delle Figlie del Divino Zelo in collaborazione con alcuni panifici, i cittadini più bisognosi di Corato ricevono gratuitamente il prezioso alimento

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Spesso, per trovare rifugio contro le difficoltà della vita, siamo portati a sperare in qualcosa di superiore; in qualche miracolo, magari, che ci consenta di superare le difficili prove a cui siamo sottoposti. Eventi straordinari, di cui, in genere, le cronache non offrono  riscontro, e che, invece, in questo caso, ne confermano il puntuale accadimento, ogni settimana di mercoledì.

Grazie ad un’iniziativa dell’istituto delle Figlie del Divino Zelo, in collaborazione con cinque panifici – Tricarico, La Sfornata, Toscano, Marcone e Tarricone – ogni settimana il pane invenduto viene donato alle famiglie più bisognose di Corato.

Una tradizione iniziata già da qualche anno, ad opera delle suore dell’istituto che, ogni mercoledì dalle 10 alle 11, si occupano della consegna del pane a trenta famiglie in difficoltà economica. Il compito delle suore non si limita alla consegna del pane: esse, infatti, provvedono anche al ritiro e al confezionamento, quando il martedì sera i panifici mettono a disposizione le loro scorte invendute.

“In passato erano proprio le suore a confezionare il pane da donare ai poveri”, racconta suor Milena che è diventata madre superiora dell’istituto da circa un anno. “Oggi ci affidiamo al buon cuore di chi ci aiuta a perseguire questo atto di carità cristiana, nel solco dell’opera di Sant’Antonio”, prosegue. Questo gesto, infatti, per quanto spontaneo e nobile possa essere, in realtà affonda le proprie radici in uno dei miracoli attribuiti a Sant’Antonio.

Il pane di Sant’Antonio

Nel tredicesimo secolo, ai tempi della costruzione della basilica dedicata al santo patrono di Padova, Tommasino, un bambino di soli 20 mesi, fu lasciato solo in casa dalla madre a giocare. Tornando alla sua dimora, la donna trovò il pargolo senza vita, affogato in un mastello d’acqua, con la testa all’ingiù, nel fondo del recipiente, e i piedi che si levavano sopra. Piangendo e urlando trasse fuori il piccino, ormai esanime. In tanti accorsero richiamati dalle urla, compresi alcuni frati in compagnia degli operai che stavano lavorando alla chiesa di Sant’Antonio. La donna si affidò allora all’intercessione del beato Antonio, facendo voto di distribuire ai poveri la quantità di grano corrispondente al peso del bimbo, se questi fosse tornato in vita. Come in realtà accadde.

Da questo miracolo nacque la tradizione del “pondus pueri”, una preghiera con la quale i genitori in cambio di protezione per i propri figli promettevano a Sant’Antonio tanto pane per i poveri quanto fosse il loro peso.

Un miracolo tanto importante è segno di una grande fede nel potere taumaturgico del santo. Una devozione tale da dar vita ad un’iniziativa che non soltanto caratterizza la comunità di Corato, ma soprattutto all’Opera del Pane dei Poveri della Caritas Antoniana, che si occupa di portare cibo, beni di prima necessità e assistenza ai poveri di tutto il mondo.

Sono tante le motivazioni che portano la gente ad occuparsi del prossimo e a dedicare parte del proprio tempo ad attività solidali di ogni tipo: dal servizio di raccolta di vestiti usati, da poter donare ai più bisognosi, passando per l’avvio di sportelli di ascolto, rivolti a chi necessita di un supporto, di una possibilità di sfogo o è semplicemente alla ricerca di comprensione. Tanti sono anche coloro che si occupano del servizio mensa dando la possibilità, a chi è meno fortunato, di poter beneficiare di un pasto caldo, insaporito da un ingrediente speciale: la bontà dell’animo di chi lo sta offrendo.

Compiere un’opera di bene è un’azione talmente semplice e disinteressata, che rende felice non soltanto chi la riceve, ma soprattutto chi la compie. Al giorno d’oggi, la frenesia e i ritmi della vita quotidiana allontanano gli uomini dalla riflessione sui problemi che sembrano non coinvolgerli. Basterebbe invece soffermarsi, anche solo un attimo, dedicare poco più di qualche ora alla settimana al prossimo, comprendendo che un’opera di bene ha un doppio beneficio: scalda il cuore di chi è in difficoltà e regala un sorriso a chi dona.