Il dono più bello è quello che si fa

Per un Natale solidale ed "ecosostenibile", i bambini di Bitonto si danno appuntamento in piazza Cattedrale per scambiarsi o donare i loro giocattoli

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Chi vive a stretto contatto con i bambini lo sa: l’attesa del Natale è davvero un periodo magico. Decorare l’albero, addobbare il presepe, accendere le lucine, preparare i dolci tipici sono tutte attività che fanno brillare gli occhi ai più piccini (e anche a molti decisamente meno piccini); ma, tra tutti, il rito preferito non può che essere quello di scrivere la lettera a Babbo Natale.

A lui, i bimbi di tutto il mondo si rivolgono con le richieste più diverse: un pallone, la casa delle bambole, un set di costruzioni, il puzzle o, magari, un tablet interattivo al passo con i tempi; e le loro richieste di giocattoli – quelli che, magari, desiderano da tanto tempo e per cui si sono impegnati “a fare i bravi” tutto l’anno – sono talmente tenere che non si può fare a meno di accontentarli.

C’è, però, un amaro rovescio della medaglia che, in un periodo di forte sensibilizzazione alle tematiche ambientali, non può più essere ignorato, ovvero lo spreco. Ogni anno, infatti, vengono acquistati milioni di giocattoli per la gioia di figli, nipoti e cugini, ma spesso, dopo poco, vengono relegati negli armadi ad ammuffire insieme a tutti gli altri oggetti di cui i piccoli si sono annoiati, com’è naturale nella loro natura mutevole.

Oltre che lontana dai modelli di rispetto ambientale a cui tutti noi aspiriamo – o dovremmo aspirare – questa consuetudine è decisamente poco etica, se si considera il numero delle famiglie che vivono a ridosso della soglia di povertà e per cui l’acquisto di un giocattolo per i propri bambini è un lusso. In un Paese, tra l’altro, in cui, lungi dall’aver eliminato la povertà, 1,2 milioni di minori vive in condizioni di estremo disagio.

Un tentativo di porre un argine a questo andazzo, è l’iniziativa, contemporaneamente etica e divertente, “Ce l’ho ce l’ho mi manca”, realizzata questi giorni a Bitonto. Dal 6 sino a domani 8 dicembre, a partire dalle 18, sarà possibile per i più piccoli recarsi in piazza Cattedrale dove, donando un loro giocattolo, potranno sceglierne un altro da portare a casa con sé: una maniera intelligente di regalare a un bambino una o tante nuove esperienze di gioco, indipendentemente dalla possibilità economica dei suoi genitori; ma anche di regalare nuova vita a un giocattolo che, esaurito il suo tempo nell’infanzia di un piccolo, può comunque diventare fonte di sorrisi e felicità per qualcun altro.

L’idea è nata per caso”, spiega la docente Raffaella Pice, promotrice dell’evento. “Ho condiviso sulla mia pagina facebook -prosegue- un post che raccontava di un baratto di giocattoli svoltosi a Roma il primo dicembre e immediatamente ho ricevuto l’apprezzamento di tanta gente, tra cui la presidentessa della Proloco di Bitonto, Fiorella Carbone, che ha proposto di mettermi a disposizione uno stand in piazza Cattedrale”.

L’iniziativa, che oltre al baratto di giocattoli contempla la possibilità di compiere semplici donazioni e allarga il suo campo anche a libri e indumenti in ottimo stato, è infatti inserita all’interno del più ampio ciclo di eventi raccolti sotto il titolo Attùrne attùrne a la frasceìre: una serie di proposte organizzate dalla Proloco in attesa del Natale per riscoprire le tradizioni popolari dell’Avvento, il tutto intorno ad uno dei simboli per eccellenza del passato, il braciere.

Già la prima serata è stata molto positiva: tanti sono stati i bambini curiosi che si sono avvicinati con i loro genitori –prosegue Raffaella Pice- ma ci aspettiamo ancora maggiore affluenza oggi e domani”. Ad animare la serata, oltre l’allegro festival popolare (che stasera proporrà una selezione di Tableaux di ieri a cura della compagnia teatrale AttoRematto), la presenza di alcuni ritrattisti provenienti dalla sezione artistica del liceo scientifico di Bitonto.

Tante le persone da ringraziare, come tiene a precisare la prof.ssa Pice: oltre alla già citata Proloco, i commercianti di piazza Cattedrale che hanno promosso l’iniziativa (in particolare, i gestori di Lilò, del Tagliere e di Llab), il Cenacolo dei Poeti col presidente Nicola Abbondanza, e il maestro Carmelo Bacco.

Di fronte a una tale mobilitazione cittadina, si può solo sperare che Ce l’ho ce l’ho mi manca sia solo capofila di una lunga serie di iniziative in grado di restituirci il senso vero del Natale che, a volte, sommersi dall’ondata del consumismo, facciamo fatica a ricordare: la gentilezza e la generosità verso chi è meno fortunato di noi. Perché ricevere (che sia un sorriso, un regalo, una sorpresa) è bellissimo, ma donare lo è ancora di più.

Le foto sono di Carmelo Bacco