Sono meno, ma ancora tanti, gli incidenti sulle strade pugliesi

L'area metropolitana di Bari è maglia nera, con la statale 16 e la provinciale 231 che si confermano le strade più a rischio

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Ridurre del 50% il numero di morti causate da incidenti stradali è stato uno degli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il decennio 2010-2020. La Puglia, quando ancora mancano un paio di mesi dal nuovo anno, è tra le regioni italiane più vicine al traguardo. Dal 2008 al 2018, le vittime della strada nel Tacco d’Italia sono diminuite del 43%: in attesa di conoscere i dati dell’anno corrente, il risultato pugliese si scosta di pochi punti percentuali rispetto all’obiettivo stabilito dall’Europa.
Il miglioramento risulta evidente analizzando l’ultimo report che l’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio ha diffuso sulla base dei dati dell’Istat. La relazione, relativa al 2018, indica una diminuzione complessiva dei sinistri lungo le strade pugliesi. In particolare, i casi con lesioni a persone sono diminuiti dell’1,0%, mentre il numero dei feriti è rimasto su valori stabili (+0,1%). Per quanto concerne, invece, gli incidenti più gravi, si registra un decremento del 20,5% degli scontri mortali, con una riduzione dei decessi del 14,8%.
La Puglia può, dunque, tirare un sospiro di sollievo. In realtà, nonostante nel 2018 si sia rilevato il valore più basso, dal 2001 ad oggi, del numero di sinistri mortali (167) e di vittime (201), il dato complessivo rimane ancora allarmante. Sono 9.685, infatti, gli scontri con danni a persone verificatisi lo scorso anno nel territorio pugliese, con 201 morti, tra cui 133 conducenti, 50 passeggeri e 18 pedoni, e il ferimento di 16.135 persone.
Un dato che non si discosta molto da quello della vicina Campania dove, nello stesso lasso di tempo, si sono verificati 9.721 incidenti, mentre, risulta decisamente superiore ai
2.999 sinistri verificatisi lungo le arterie calabresi. Una differenza che si spiega, in gran parte, con la maggiore circolazione di veicoli e la frequenza del loro utilizzo in Puglia e Campania. Discorso che trova piena rispondenza nel confronto tra le regioni del Nord e quelle del Sud.
Una recente inchiesta de Il Sole 24 Ore propone interessanti parametri nella valutazione del numero dei sinistri, rapportandoli agli orari in cui si verificano, legati ai differenti stili di vita degli italiani che vivono nel settentrione e di quelli del meridione. La fascia oraria con la maggiore concentrazione di incidenti è, come prevedibile, quella compresa tra le 17 e le 18, l’orario in cui generalmente si rientra a casa dopo il lavoro. Ciò che è curioso notare, nel report realizzato dal quotidiano economico, è quanto accade tra le 7 e le 8 e tra le 20 e le 21. Nel primo caso, si registra una maggiore concentrazione di sinistri nelle province del Nord, nel secondo i dati più elevati sono al Sud, dove il clima, meno rigido, consente ai cittadini di concludere la giornata di lavoro più tardi.
È ciò che accade anche nell’area metropolitana barese, dove si verifica il 37,5% degli incidenti in Puglia, con i più gravi che si registrano tra il tardo pomeriggio e la sera. Tra le strade a maggior rischio, la provinciale 231, lungo la quale, nel 2018, sono avvenuti 43 sinistri, con 3 morti e 71 feriti. L’arteria più pericolosa dell’intera regione rimane, invece, la statale 16: 209 sinistri, con 3 vittime e 401 feriti.
Esaminando, invece, il tasso di incidentalità comune per comune, Bari risulta maglia nera, seguita da Altamura (164 incidenti con 4 deceduti), Molfetta (165 incidenti con un deceduto), Monopoli (140 incidenti con un deceduto) e Bitonto. La città degli ulivi è tra i centri baresi più interessati da queste dinamiche: sempre nel corso dello scorso anno, si sono verificati 129 incidenti, con 2 decessi e 255 feriti. Tra questi, 75 nel centro abitato e 54 nei territori extramoenia.
Numeri che non sono affatto rassicuranti: nel 2017, infatti, nello stesso territorio erano stati registrati 113 sinistri con nessuna vittima. Gli ultimi tre anni hanno portato, quindi, ad un aumento di 23 incidenti nella sola Bitonto (da 106 a 129) con la morte di 4 persone. Un report che dimostra quanto lavoro sia ancora necessario per ridurre gli infortuni ed evitare che si continui a morire sulle strade delle nostre città.
Nell’immagine in alto, traffico lungo la statale 16 bis