Assistere i malati significa riconoscerne l’umanità

Una serie di dibattiti e la visita alle fondazioni Villa Giovanni XXIII e Hospice Aurelio Marena, per il quinto raduno delle Città del Sollievo svoltosi a Bitonto

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Ormai da qualche anno, ad accogliere quanti giungono a Bitonto, c’è una scritta: “Benvenuti a Bitonto Città del Sollievo”. Non sono pochi coloro che si sono chiesti cosa abbia fatto Bitonto per essere accostata alla parola “sollievo” che, a partire dalla sua etimologia latina, indica propriamente l’atto – dolcissimo e liberatorio – di levar via un peso e, per estensione, di alleviare qualcuno dal macigno che lo grava.

Ebbene, l’origine di questo riconoscimento è da attribuire all’attestato simbolico conferito alla città nel 2017 dalla Fondazione “Gigi Ghirotti”, nata nel 1975 per offrire supporto ai malati di tumore e alle loro famiglie, nel solco della memoria di Gigi Ghirotti, il giornalista colpito dal morbo di Hodgkin nel 1972 e scomparso nel 1974, dopo due anni di degenza trascorsi – per sua volontà – nella babele degli ospedali pubblici, tra infinite attese e lunghi ricoveri, come “un malato tra i malati”.

Giornalista fino all’ultimo, Ghirotti decide di diventare un “inviato nel tunnel della malattia” e di documentare la sua esperienza in una serie di lucidissimi articoli, che avevano lo scopo di mettere in luce tutte le carenze della sanità pubblica, in termini di assistenza e rispetto della dignità del malato e dei suoi cari.

Il centro per malati di alzheimer Villa Giovanni XXIII a Bitonto

Ed è proprio da qui che parte il lavoro della fondazione, sempre in prima linea soprattutto per diffondere la cosiddetta cultura del sollievo, ovvero una serie di iniziative e attività volte a rendere più umano il percorso di cura dei malati e ad affrancare da sofferenze inutili il momento del fine vita.

Tra queste iniziative vi è l’assegnazione di una nota di merito a quelle città che si distinguano per la presenza, sul proprio territorio, di strutture socio-sanitarie e associazioni di volontariato attive nell’affiancamento dei degenti e delle loro famiglie, nel pieno rispetto della loro dignità di essere umani, mediante attività di formazione, informazione, sensibilizzazione e solidarietà.

E, dunque, tra queste città non può non collocarsi a pieno titolo – grazie al lavoro svolto dalle fondazioni Opera Santi Medici e Villa Giovanni XXIII – la città di Bitonto, che quest’anno si è fregiata anche del ruolo prestigioso di sede del Quinto raduno nazionale delle Città del sollievo. Due giorni di eventi che hanno visto la partecipazione dei rappresentanti di numerose altre “Città del sollievo”: Bucchianico (Chieti), Cassano dello Ionio (Cosenza), Faenza (Ravenna), Larino (Campobasso), Lugo (Ravenna), Macerata, Morozzo (Cuneo), Perugia, Rieti, Ripatransone (Ascoli Piceno), Rionero in Vulture (Potenza), San Giovanni Rotondo (Foggia), Tricase (Lecce) e Venosa (Potenza).

L’hospice Aurelio Marena di Bitonto

La manifestazione è stata inaugurata da un incontro presso il Teatro Traetta, nel corso del quale si sono susseguiti gli interventi di diverse autorità istituzionali: Michele Abbaticchio (sindaco di Bitonto), Gianmarco Surico (coordinatore operativo regionale della rete oncologica), Gaetano Depalma (assessore al welfare), Vincenzo Morgante (presidente della fondazione “Gigi Ghirotti”), Andrea Foti (responsabile dell’ufficio di piano dell’ambito sociale Bitonto-Palo), Grazia Capaldi (responsabile del servizio per le politiche sociali), Rossella Squicciarini (responsabile del distretto socio-sanitario di Bitonto e Palo), Nicola Castro (presidente della fondazione Villa Giovanni XXIII) e don Vito Piccinonna (presidente della fondazione Opera Santi Medici).

Da sin. Giammarco Surico, don Vito Piccinonna, Gaetano Depalma, Vincenzo Morgante, Michele Abbaticchio e Vito Montanaro

Dopo questa prima sessione, in cui ciascuno dei relatori ha illustrato gli snodi della rete del sollievo a livello locale, la serata è entrata nel vivo con il dibattito sul tema “La rete del sollievo nella Regione Puglia: prospettive e scelte”, moderato da Nicola Cerbino (consigliere della fondazione “Gigi Ghirotti”) e animato dagli interventi di Vito Montanaro (direttore del dipartimento di promozione salute e benessere della Regione Puglia), Gianmarco Surico e Davide Giove (portavoce del forum regionale terzo settore Puglia).

Il raduno – proseguito all’indomani con una visita alle strutture socio-assistenziali delle fondazioni Opera Santi Medici e Villa Giovanni XXIII e con l’incontro tra i rappresentanti della rete nazionale delle Città del sollievo) – si è configurato come un’importante e costruttivia occasione di dibattito e approfondimento, in cui confrontarsi sui punti di forza e sulle criticità delle singole realtà riunitesi a Bitonto.

Ad emergere con più insistenza è stata la necessità di creare una maggiore sinergia tra le diverse parti coinvolte nella Rete del sollievo, al fine di assicurare al malato la migliore assistenza non solo in termini di terapie all’avanguardia ma soprattutto per quanto attiene all’umanità e alla cura della persona. Un malato, infatti, rappresenta molto più dei sintomi della sua malattia; è una persona fragile, vulnerabile più degli altri, la cui paura più grande forse è solo una: essere abbandonato a se stesso, rimanere solo ad affrontare la sua sofferenza.

Nella foto in alto, da sin. Nicola Cerbino, Giammarco Surico, il sindaco Michele Abbaticchio, Gaetano Depalma, Vincenzo Morgante e Andrea Foti