Tra arte e fede, l’identità cittadina brilla di nuova luce

Dipinti, sculture, oggetti e paramenti sacri sono il ricco patrimonio del museo diocesano di Bitonto, che apre i battenti nella nuova sede dopo lunghi anni di lavori

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Esistono beni che hanno la capacità di identificare più di altri le città, sia per motivi estetici sia per rilevanza storica. Potremmo immaginare Roma priva del suo Colosseo, Bari senza la Basilica di San Nicola o Parigi senza il Musée d’Orsay? La domanda potrà sembrare retorica, ma la risposta, in fondo, non è poi così scontata per i bitontini, rimasti per ben quattordici anni senza il loro straordinario museo diocesano.

(Foto Gaetano Lo Porto)

Dal 2005, infatti, l’edificio destinato a ospitare il ricco e pregiato patrimonio artistico (già custodito nell’angusta sede del palazzo vescovile), ex convento francescano ed ex seminario vescovile, è rimasto chiuso per lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione, eseguiti grazie ai finanziamenti di vari enti pubblici, delle istituzioni e di privati, per un totale di quasi cinque milioni di euro.

(Foto: Gaetano Lo Porto)

È evidente, dunque, che l’inaugurazione del museo “Aurelio Marena” a Bitonto, abbia rappresentato un momento particolarmente rilevante per la comunità cittadina e per la realtà diocesana: per l’occasione si è riunito l’intero clero barese, con l’arcivescovo di Bari-Bitonto mons. Francesco Cacucci e il segretario della Cei, mons. Stefano Russo, accompagnati dalle autorità, il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio e quello di Bari Antonio Decaro, che hanno fatto gli onori di casa al presidente Michele Emiliano.

Il presidente della regione, Michele Emiliano, il segretario della Cei, mons. Stefano Russo, l’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci, e il sindaco di Bari, Antonio Decaro (Foto Gaetano Lo Porto)

La cerimonia ha avuto inizio con la benedizione dell’edificio e con un momento di preghiera ed è proseguita con le dichiarazioni delle autorità sui lavori eseguiti nel corso degli anni, sul ruolo centrale del museo per la città e per l’intera area metropolitana barese e sulla valorizzazione del patrimonio culturale, che rappresenta un formidabile volano di sviluppo per la società.

Il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio con mons. Francesco Cacucci (Foto Gaetano Lo Porto)

A tal proposito si rivelano illuminanti le parole di mons. Cacucci: “Si riprende sempre la frase di Dostoevskij ‘La bellezza salverà il mondo’, ma anche noi dobbiamo salvare la bellezza. Non si tratta di affidare solo agli specialisti queste opere, che rappresentano un patrimonio inestimabile per la chiesa, ma anche alla società”. L’intervento delle autorità è quindi terminato con la visita delle sale e delle numerose opere d’arte, illustrate dal co-direttore del museo, don Giuseppe Ricchiuto, dal prof. Nicola Pice e dalle volontarie della Cooperativa ReArTù, le dott.sse Marilisa Rienzo e Ilaria Lavacca.

Una visita guidata al museo (Foto Gaetano Lo Porto)

Le visite guidate sono proseguite nel pomeriggio, quando le porte del museo sono state aperte al pubblico, che finalmente ha potuto apprezzare il valore di un grande patrimonio artistico, per molti sino a quel momento ancora sconosciuto. Tra i numerosi manufatti in esposizione ne citiamo solo alcuni: il paliotto bifronte, la lastra dell’altare della cattedrale romanica che durante il medioevo rappresentava un albero della vita circondato dalle figure istoriate di pantere cristologiche e lupi tentatori, mentre in età barocca fu rivoltata per far spazio, sul retro del pannello, a una coppia di angeli reggenti un ostensorio scolpita sulla pietra; la tavola di san Francesco d’Assisi, la più antica testimonianza della tradizione figurativa francescana del Sud Italia, documento pregiatissimo per la sua lunga storia che ebbe inizio nel 1265-’70, ad appena qualche decennio dalla morte del santo; le sculture in terracotta, le tele provenienti dalle chiese del centro storico, opere del celebre Carlo Rosa e della sua bottega, una collezione di paramenti e oggetti liturgici.

Sacre immagini lungo un corridoio del museo (Foto Gaetano Lo Porto)

A conclusione della giornata, il solenne suggello delle note de La pace di Mercurio, composizione per voce e strumenti di Tommaso Traetta, eseguita dall’Orchestra della Città Metropolitana di Bari, con la direzione del maestro Vito Clemente nell’attigua chiesa di San Francesco della Scarpa.

(Foto Gaetano Lo Porto)

Rientrare in possesso di un patrimonio come quello custodito nel museo diocesano significa ricostruire una parte cospicua dell’identità cittadina, che ha conosciuto la sua massima fioritura ed espansione grazie al prestigio della propria diocesi attiva sin dall’antichità. Per tutti i cittadini e i fedeli sarà una preziosa occasione per ricongiungersi alla religione dei padri, un motivo per immergersi in una realtà devozionale senza tempo, in cui godere di quelle rappresentazioni volutamente intese come “Bibbia illustrata”, e per apprezzare un patrimonio artistico di inestimabile valore.

Una sala del museo diocesano (Foto Gaetano Lo Porto)