“Il fascino dei tempi, la magia dei luoghi”

La penna raffinata di Pasquale Tempesta in una raccolta di articoli della Gazzetta del Mezzogiorno, dove ha lavorato sessant'anni e per la quale ancora scrive

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Quando qualcosa si perde (o sta perdendosi o non si sa più trovare), è bene tornare ai simboli. A quel che sembra più unire che dividere, insegnare, indicare la rotta. Iniziamo questo pezzo da quella che avrebbe potuto essere una degna -ma forse anche un pochino scontata- conclusione, per dirvi che a libri così gli operatori di una professione dovrebbero tornare.

La professione è quella del giornalista. L’autore del libro è Pasquale Tempesta, un signor giornalista (se volete, anche un giornalista signore). Ecco, Pasquale Tempesta, bitontino ma residente da sempre a Bari, è stato ed è un grande giornalista. Un vero operatore della notizia. Un narratore di storie che vengono da lontano, così come da lontano viene la sua formazione al mestiere. E non solo, si badi, in senso anagrafico o con riferimento ad altra e ad altre epoche. È proprio che uomini come Pasquale Tempesta rappresentano biografiche e diuturne esperienze votate al mestiere. Un mestiere che vive come passione, in un certo senso, anche prima di nascere come realtà strettamente professionale e che dunque permane e continua, senza conoscere burocratici “collocamenti a riposo”.

Magari cambieranno gli stili di vita e gli orari, si correrà di meno, ma mai si esaurirà la spinta primaria, il principale motore “mobile” di un giornalista vero: ossia la curiosità, quella del sapere e del cercare e poi, figli ed autori del necessario approfondimento, anche del profondere e del comunicare quella acquisizione di novità e cultura. E così Pasquale, sessant’anni di Gazzetta del Mezzogiorno, da cronista a redattore capo dei Servizi Esteri, continua a scrivere. A scrivere di cultura, appunto, per questo ci teniamo alla peculiare caratterizzazione della professione e della professionalità del nostro.

Tempesta, espressione di un’apprezzata famiglia della città degli ulivi, figlio dell’educatore ed uomo di studi Giuseppe, ha dato da pochissimo alle stampe, per i tipi di Adda Editore, un volume che raccoglie alcuni suoi articoli, recenti e passati, sui più svariati argomenti. Fascino dei tempi. Magia dei luoghi, il titolo della pubblicazione, a cura di Maria Antonietta Elia, docente anch’essa ora in pensione e prolifica autrice di più testi su storia e cultura della città di Bitonto e non solo.

La storica sede della Gazzetta, demolita negli anni ’70, in piazza Roma (oggi Aldo Moro) a Bari

I tempi di una professione che cambia in un tempo che a sua volta cambia. I processi politici, storici, economici e sociali. La tecnologia che irrompe. Un libro in cui il cronista di razza emerge con tutta la sua autorevolezza. Dal dramma indicibile del “caso Moro” ai rapporti con i grandi politici dell’area pugliese e nazionale fino alle tragedie italiane e del Sud o ai contatti con la sua città natale e i suoi uomini più culturalmente rappresentativi (uno su tutti: Giovanni Modugno). Scritti che raccontano un’Italia nel suo cammino anche storico. Un paese in cui il Sud, oltre che “questione meridionale”, è stato uno straordinario esempio di coraggio e di speranza e, guardando all’oggi e alla Puglia in particolare, rappresenta un modello di innovazione e sviluppo economico.

Tutto questo e molto altro è in queste pagine. Scritti che, anche quando vengono dalla storia del secolo scorso, narrano comunque un’attualità storica e professionale. Storica perché, attraverso lo strumento della cronaca con cui si è raccontato un fatto, lo si rende vivo e cogente, come fosse accaduto e riportato al giorno d’oggi. Professionale perché traspare tutto il mestiere di Tempesta.

Il periodare breve ed incisivo. La parola ad effetto. L’ironia elegante. Pasquale Tempesta maestro di giornalismo culturale. Una branca importante e tradizionale del mestiere.  Lì dove spesso la letteratura è passata dalle parti del giornalismo, con nomi che sarebbe persino ridondante citare. Il nostro è in questa tradizione. Si pensi al suo grande interesse per il teatro e così per ogni evenienza positiva la cultura di Puglia faceva e fa partorire.

Tempesta raccoglie ancora per la Gazzetta parte della produzione editoriale culturale pugliese e la consegna al lettore con parole delicate e semplici, tocchi sinuosi di un uomo che ama le parole perché da quelle trae linfa per sintetizzare un interesse riscontrato in qualche rivista pugliese dei nostri tempi, l’emozione ricevuta dalla lettura di una raccolta di poesie, gli stimoli di riflessioni scaturiti dopo il confronto con qualche libro di saggistica.

Il giornalismo come resoconto del meglio. Non è poco. Non è speranza e basta: è il racconto di quel che c’è e che, ci si augura, cresca sempre più. Anche grazie a chi bene sa comunicarlo. E Pasquale Tempesta è tutto dentro questa capacità e queste emozioni. Questo libro ci aiuta a conoscerlo attraverso i suoi migliori scritti. Ne avevamo bisogno.

Il palazzo di piazza Moro a Bari, che ospita la redazione della Gazzetta

Nella foto di Massimiliano Robles, in alto, il giornalista Pasquale Tempesta