Il teatro è un sogno fabbricato con le mani

I fratelli Forman, gli ultimi artigiani della scena, hanno offerto un saggio del loro talento in una grande mostra a Palazzo Beltrani, nel centro antico di Trani

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Chissà chi ha definito, per la prima volta, Trani “perla dell’Adriatico”. Molti vorrebbero saperlo; ma proprio non si sa chi sia l’autore di un titolo così azzeccato. E la stessa città non ne fa un vanto esagerato, mostrandosi imbellettata e pretendendo complimenti e ovazioni. Trani è “sapientemente” bella: della cultura ha fatto la sua arma più potente.

Come testimonia, una volta di più, un evento assai importante, di cui la città è stata teatro. Nel suo splendido Palazzo Beltrani, ha allestito una mostra-labirinto: Imaginarium, partorita dalla mente ingegnosa dei gemelli Petr e Matěj Forman.

I due fratelli, di origine ceca, sono noti per essere tra i più raffinati rappresentanti dell’artigianato teatrale, probabilmente gli ultimi al mondo a fare uso di tecniche, grazie alle quali realizzare un vero e proprio labirinto, fatto di pannelli, nel quale lo spettatore si perde assai volentieri. Un’atmosfera, onirica e giocosa insieme, resa unica dalle macchine teatrali e da continui giochi ottici nonché da installazioni interattive. E’ sembrato, visitando la mostra, conclusasi ieri dopo due mesi di programmazione, di essere in Mulholland Drive di Lynch e nella sua scatola dei sogni.

La rassegna ha lo scopo di far rivivere gli oltre vent’anni di carriera di questi straordinari artisti, spesso alla ricerca di nuove sfide. Un viaggio nel loro mondo fantastico, costruito completamente a mano, rivolto a far scoprire la bellezza di tutto ciò che è artigianale, di ogni singolo pezzo di ogni creazione. Nonché l’unicità di quegli oggetti, non più d’uso comune, che vengono recuperati e adoperati per un fine più alto, subendo la più affascinante delle metamorfosi. Oggetti che spesso sono parte integrante di uno dei tanti spettacoli portati in scena.

Degno di nota, nel visitare la mostra, è il continuo ed evidente passaggio dal teatro al cinema, di cui i due fratelli sono esperti. Non solo perché Petr è uno scenografo e Matěj è un regista di teatro, ma perché vantano una parentela di tutto rispetto: sono figli di Miloš Forman, il geniale regista, vincitore di due premi oscar, di film come Qualcuno volò sul nido del cuculo, Amadeus o Man on the moon.

Con simili premesse, non deve stupire l’incredibile affluenza di visitatori, molti provenienti da fuori Europa. Accanto al 43% da Trani, Barletta e Andria e al 42% dal resto della Puglia e della nazione, il restante 25% è stato costituito da visitatori stranieri, giunti da Francia, Svizzera, Olanda, Polonia e Lettonia.

Come spiegare, piuttosto, la scelta di Trani, destinata a restare la sola tappa italiana di questa mostra dal sapore quasi futuristico, seppure impastata di elementi antichi?

Bisogna chiarire, innanzitutto, che i due fratelli non sono proprio degli sconosciuti da queste parti della Puglia: sono stati protagonisti, infatti, di due edizioni del Festival internazionale Castel dei Mondi di Andria, portando in scena due spettacoli, nel 2009 Obludárium e nel 2017 Dead Town.

Il loro stile innovativo era non solo assai noto ma anche molto apprezzato dal pubblico pugliese, tanto da indurre Riccardo Carbutti, curatore della mostra, e Francesco Fisfola, direttore di produzione, a realizzare la prestigiosa e godibile esposizione proprio a Trani, dove ha ricevuto l’accoglienza sperata.

Superando, anzi, le aspettative più rosee, con grande soddisfazione del sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, e del direttore del Centro culturale polifunzionale Palazzo delle Arti Beltrani, Niki Battaglia, ben consapevoli del prestigio e della grande fortuna di questa mostra, innovativa e cangiante come i suoi ideatori.

Una mostra dal carattere onirico e poco tangibile, per molti versi simile, nelle intenzioni e nella messa in scena, alla rassegna realizzata a Bari, Van Gogh Experience, che è riuscita smuovere, nei mesi scorsi, un pubblico così numeroso. Segno dell’attenzione riversata dagli spettatori, soprattutto tantissimi giovani, verso un’arte così originale, che nel caso di Imaginarium, si è avvalsa dell’inserimento in un contesto di assoluto pregio come il Palazzo Beltrani, sede di una  straordinaria collezione museale e della pinacoteca “Ivo Scaringi”.

Scommessa vinta, dunque. Resta solo il rammarico che i fratelli Forman abbiano già fatto armi e bagagli per tornare in patria. Imaginarium, con il suo bagaglio di colori e di oggetti fantastici, se ne va, racchiusa nel suo alone di sogno, consegnando a Trani, un ulteriore eredità di bellezza e di cultura, a conferma che questa città è davvero la perla dell’Adriatico.

Le immagini illustrano alcuni particolari della mostra Imaginarium a Palazzo Beltrani nel centro antico di Trani