La memoria è il vero collante dell’Europa

Tra scambi culturali e rapporti di amicizia, l'esperienza degli studenti dello scientifico di Bitonto, impegnati in un interessante progetto Erasmusplus

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Il confronto tra le culture, l’approfondimento dei classici della letteratura, il dialogo tra le generazioni. Tutto questo è stato il progetto Erasmusplus Memories Will Keep Us Together, che ha coinvolto sei paesi dell’Unione Europea e ha visto impegnato, in prima linea, a Bitonto il liceo scientifico “Galileo Galilei”. Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Spagna e Italia gli stati interessati; la dirigente scolastica Angela Pastoressa, il prof. Beppe Ungaro, gli studenti e le loro famiglie, i protagonisti “locali” del progetto. Le virgolette all’aggettivo logistico per significare il ben poco spazio per ogni possibile angustia che un progetto ed un’idea del genere possono prefigurare. Tutto è, infatti, volto al confronto culturale e dialettico tra spazi grandi e diversi ed il locale, semmai, lo si incontra proprio nella dimensione fisica dei luoghi in cui l’abbraccio, lo scambio, gli sguardi si intersecano tra ragazzi entusiasti della vita e di quelle stesse possibilità di confronto.

La scuola e le famiglie hanno ospitato le delegazioni dei cinque Paesi dal 12 al 16 novembre 2018. Il progetto si è poi concluso in Spagna, a Mataró, in provincia di Barcellona, ai primi di giugno di quest’anno. Instancabile, come sempre, l’impegno del prof. Ungaro. “Questo particolare progetto Erasmusplus si può ritenere il più riuscito finora, non solo per la sua qualità, che non è mai venuta meno nemmeno nei precedenti, ma per l’esemplare e onnipresente coinvolgimento delle famiglie italiane ospitanti che sono state il reale valore aggiunto”, tiene a sottolineare.

Molto posistivo anche il giudizio dei ragazzi che hanno partecipato ai vari eventi, previsti dal programma, e al viaggio nelle nazioni coinvolte nel progetto. Suggestivo quanto riferito dalla studentessa Giulietta Ruggiero, che ha messo in evidenza la diversa rilevazione in riferimento al tempo nella consumazione dei pasti. “Se per i lettoni si tratta di una sorta di pausa, pranzo o cena che sia, tra attività ritenute più importanti rispetto al cibo, per noi italiani il pranzo o la cena, specie al sud, rappresentano un momento di incontro e relazione con l’altro, familiare o no”. I lettoni, insomma, come popolo più “veloce” di noi, “anche nelle semplici passeggiate, sempre veloci”.

Si direbbe che le differenze tra la cultura mediterranea e quella baltica risultino, almeno sotto questo profilo, evidenti, stando al pensiero e al resoconto della giovane studentessa bitontina. Francesco Reggio è stato, invece, in Spagna, a Barcellona, notando “la gioia di un popolo, quello catalano, forse ancora più gioviale ed allegro del nostro”. Non solo: “una delle cose che mi ha colpito di più di questa esperienza è che alla fine della settimana in Spagna non importava da quanti paesi lontani e diversi culturalmente provenissimo, perché avevamo instaurato un forte rapporto di amicizia tra tutti noi ragazzi. Così, quando ci siamo salutati eravamo tutti molto emozionati, sapendo che ci sarebbe mancata l’atmosfera di condivisione che l’Erasmus ci ha saputo dare”.

L’alunna Mara Sivo ha potuto cimentarsi più a fondo col “suo” spagnolo, lingua e cultura che ama, “potendolo finalmente perfezionare, stando a contatto con la gente del posto”. Soprese anche meramente turistiche per la Terra di Puglia, inoltre. È, infatti, accaduto che ragazzi lituani e spagnoli insieme ad una ragazza lettone e alle rispettive famiglie, siano già di nuovo tornati in Puglia, memori, evidentemente, di tanta ospitalità e consci delle bellezza dei luoghi. Un recital, il 14 novembre al Traetta, ha suggellato le giornate italiane e “bitontine” dei giovani ragazzi stranieri.

Gli studenti bitontini e stranieri nel soccorpo della cattedrale di Bitonto

“Too Young to be Wise, Never too old to play” il titolo dello spettacolo, liberamente ispirato ad un’opera del progressive rock “Too Old to Rock ‘n’ Roll: Too Young to Die!” degli Jethro Tull. L’iniziativa, che ha voluto tesaurizzare in sintesi le significative relazioni tra le diverse generazioni -relazioni strategiche per il “progresso della tradizione (come sostiene il prof. Ungaro) di una comunità viva e che vuole continuare ad essere vitale”- ha visto protagoniste le tre componenti essenziali della scuola come luogo privilegiato per la formazione: studenti che hanno presentato, recitato, cantato, danzato, letto testi a tema; docenti e genitori che hanno declamato versi (di Montale, tra gli altri) ed interpretato brani letterari (da Hermann Hesse ad Ernesto Galli della Loggia).

Una serata musicalmente intervallata dal gruppo musicale “Controrchestra” del maestro Vito Vittorio Desantis, con punta di diamante nel compianto cantante Michele Aresta. “Nello spettacolo i giovani per età e i giovani nello spirito –osserva ancora Ungaro- si sono uniti per dare un contributo di pensiero, magari anche critico, su questa nostra società che già da troppo tempo soffre di una crisi della memoria. Siamo partiti dall’analisi di un significativo articolo di Ernesto Galli della Loggia, dal titolo Al mercato della memoria, pubblicato sul quotidiano La Stampa nel 1989”. Infine, i ragazzi hanno potuto confrontarsi ed arricchirsi anche grazie ad uno scritto del maestro Marco Vacca, maestro elementare e vera colonna della pedagogia e della cultura civica di Bitonto. Vacca ha scritto, per l’occasione, un testo che poi è stato tradotto in inglese per tutti.

Eccone una sintesi. “Un teatro è, per definizione, un luogo di comunicazione: il contesto di una narrazione esauriente, articolata, adeguata. In questo lavoro lo sfondo resta una comunità che vuole arricchirsi del passato, che vuole rivivere eventi e riti della propria tradizione. E le nuove generazioni, a turno, sono i destinatari di un tale passaggio di consegne di fatti storici e di valori della comunità, grazie alla puntuale mediazione di significativi testi e di contesti, che riproducono il passato, i tipi, i ruoli, i valori che una sana e stimolante pedagogia porge ai fruitori di turno. Bitonto ha uno sterminato repertorio di fatti e di personaggi della storia e della cultura locale che non attendono che di essere rivissuti e interpretati. Il centro antico palpita ancora di fatti, di storie, di conseguenze che consegnano gratis all’oggi i tanti avvenimenti che costellano una storia non minore”.

Quel “non”, in realtà, è stato scritto da Marco Vacca in maiuscolo: “NON”. Proprio per sottolineare come anche nel piccolo possa collocarsi un’operazione di più largo respiro morale e culturale. Questo è anche l’ Erasmusplus. Questo l’impegno di scuola, docenti, ragazzi, famiglie. Una scuola che, per dirla con le parole conclusive di Vacca, si incardina in un percorso di mediazione, anche con la società: e la mediazione della scuola, scrive, “è insostituibile!”. Con tanto, questa volta, di esclamativo. E ci sta tutto!

Nella foto in alto, gli studenti dell’Erasmusplus nel centro antico di Bitonto