“La mia buona ragione? La sinistra torni a vincere in Puglia e nel Paese”

Assieme a Pippo Civati, il sociologo Leonardo Palmisano lancia il suo progetto alternativo per unire tutti i progressisti in vista delle regionali 2020

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È da mesi, ormai, che infuria la “battaglia” per la nomination a leader del centrosinistra per le regionali 2020. Occorrono almeno quattromila firme, di cui minimo quattrocento per ogni provincia, affinché la candidatura alle primarie sia valida. Michele Emiliano è riuscito a far prevalere la linea delle primarie per la scelta del candidato alla presidenza della regione: un passaggio che nel 2014 si rivelò per lui particolarmente felice, grazie al 57,18% dei consensi ottenuti, contro il 31,38% di Dario Stefano e l’11,44 % di Guglielmo Minervini.

Sebbene non vi sia ancora una convergenza sulla data per le primarie, i volti degli sfidanti sembrano ormai definiti: oltre al governatore uscente, Emiliano, appoggiato dalle liste civiche, saranno in campo l’ex eurodeputata dem, Elena Gentile, Fabiano Amati, consigliere regionale fasanese, anch’egli i quota pd e rappresentante di C-entra il futuro, e Leonardo Palmisano, sociologo ed ex segretario barese di Sel. Quest’ultimo è fautore di un ampio e articolato programma che va dalle questioni ambientali al lavoro, dalla lotta alle mafie a quella contro il caporalato. Il suo è un accorato appello a chi, all’interno dello schieramento progressista, si sente alternativo alla leadership di Emiliano.

Ad appoggiare la candidatura di Palmisano anche Pippo Civati, ex segretario di Possibile. Il suo Anti Orario Tour nella penisola, a bordo di un pulmino elettrico su cui campeggia la scitta “Civati vai a lavorare”, ha recentemente fatto tappa a Bari. Obiettivo del tour è pubblicizzare i libri della casa editrice People, fondata dallo stesso Civati, nonché sollecitare la sinistra ad abbandonare quella visione “centrista” che ha giovato solo agli estremismi delle destre, nazionaliste prima ancora che populiste.

Al Palaflorio, al quartiere Japigia, assieme all’ex presidente della commissione pari opportunità del Comune di Bari, Nicola Biancofiore, Palmisano e Civati hanno dialogato in maniera molto informale con i cittadini su ecomafie, sostenibilità ambientale, attualità politica e primarie, tema caldo dell’incontro. Palmisano ha colto l’occasione per parlare anche del suo libro Ascia Nera, ultimo di una trilogia che comprende Ghetto Italia e Mafia Caporale: un’inchiesta sulla schiavitù sessuale a danno delle donne nigeriane e sulla tratta di esseri umani perpetrati da Ascia Nera (Black Axe).

Pippo Civati Palmisano Bitonto

Fondata in Nigeria il 7 luglio 1977, l’organizzazione mafiosa si batte per la difesa e la protezione dell’uomo nero, “in nome del progresso dell’Africa e della sua gente”, come dichiarò Nicholas Idemudia, tra i fondatori dell’NBM. Oggi i tentacoli dell’associazione raggiungono almeno 40 tra stati e metropoli.

E’ un’organizzazione implacabile e spietata, che sfrutta per strada il sesso femminile, traffica in stupefacenti e armi, ricicla denaro sporco, compra e vende politici, diamanti, petrolio, e si propaga sul web. Questo è Ascia Nera, la più florida mafia africana”, scrive Palmisano nel prologo del saggio. Al termine dell’incontro abbiamo intervistato Civati e lo stesso Palmisano, allargando il discorso sullo stato della sinistra nel Paese.

Con quali alleanze politiche pensate di portare avanti questo progetto?

In Europa possiamo tirare un sospiro di sollievo perché socialisti, liberali, verdi e popolari hanno dimostrato di sapere tenere su una maggioranza parlamentare a Bruxelles. Il Partito democratico rimane l’interlocutore privilegiato con cui dialogare in tema di alleanze, ma puntiamo ad allargare la coalizione ad altri soggetti politici. Mettiamo da parte le rivalità che ci hanno contrapposti e ricostruiamo una sinistra con la S maiuscola, post ideologica e che sappia andare oltre il deleterio esperimento del renzismo”, esordisce Palmisano.

Leo è il nostro asso nella manica, un politico che dimostra, anzitutto, il coraggio e la determinazione nell’aprire una via nuova. Nel dna della sinistra c’è sempre stata la tensione ad ampliare la partecipazione, ad aprirsi alla società, a coinvolgere nel circuito della decisione democratica il maggior numero di cittadini interessati. Le primarie sono uno strumento di questa partecipazione, a patto che non lo si riduca a un totem. Libertà e trasparenza sono i due ingredienti essenziali affinché le idee prevalgano sugli slogan”, spiega Civati.

 Quali le prospettive per il medio termine?

Ridare respiro a temi e valori di cui si è discusso molto poco nella recente competizione elettorale e che, invece, andrebbero approfonditi, credo possa essere un ottimo vademecum per il futuro governo di centrosinistra, nel caso di vittoria alle regionali. Nella scaletta delle priorità rientra l’approvazione di una legge che tuteli l’acqua come bene comune, contrastando ogni forma di privatizzazione. Bisogna, poi, intercettare fondi per tutelare quei giornalisti minacciati e querelati, che devono costituirsi parte civile in tutti i processi di mafia”, prosegue il sociologo.

La sinistra può fare la svolta, ma occorrerà dire agli elettori da che parte stiamo. Chi sostiene che il principale problema del Pd stia nella sua narrazione debole, incapace di mobilitare speranze e passioni, ignora evidentemente che la politica non è soltanto comunicazione, ma ha un nesso inscindibile con il pensiero. Non si tratta, cioè, di smorzare i toni e di adottare un registro più ‘istituzionale’, bensì parlare in modo diverso, per esempio, di immigrazione e convivenza. Aiutare la gente che rischia la vita in mare è una questione di buon senso, prima ancora che una mossa politica intelligente”, precisa l’ex segretario di Possibile.

Pippo Civati Palmisano Bitonto

Perché ritenete che la cultura sia determinante per le future scelte politiche?

A livello nazionale la Puglia si colloca in basso alle classifiche: solo un pugliese su tre acquista e legge libri. Allestire centri di lettura per i giovani offrirebbe loro occasioni di lavoro nel campo dell’editoria indipendente. Siamo fortemente convinti che un pezzo dello sviluppo occupazionale di questa regione può e deve essere incentivato dall’impresa culturale. Riteniamo, inoltre, che vadano ricostituiti spazi di dibattito e confronto tra i cittadini; un passo in questa direzione è già stato fatto, ad esempio, nelle periferie baresi, dove i comitati di quartiere si sono trasformati in piccole comunità solidali, a fronte del calo demografico dei centri urbani”, illustra il candidato alle primarie del centrosinistra.

Il mio ultimo romanzo, ‘Fine’, scritto assieme a Marco Tiberi si articola sotto forma di un diario, compilato su una nave alla deriva, che racconta vicende ambientate nel 2042. Un futuro, quindi, non molto lontano, nel quale verranno al pettine i nodi delle problematiche ambientali denunciate da Greta Thunberg: la domanda di energia continua a crescere, ma poiché aumentano i ritmi di consumo delle materie prime, di emissioni di CO2, di desertificazione, rischiano di essere gravemente compromesse le condizioni stesse di vita delle generazioni future. L’emergenza ambientale è sotto gli occhi di tutti, dobbiamo invertire, al più presto, la tendenza”, afferma Civati.

Resta aperta la questione di una maggiore partecipazione dei giovani nelle scelte, negli indirizzi della politica. Quale messaggio intendete trasmettere alle nuove generazioni?

Che bisogna guardare al futuro alzando la testa. Che si può avere più fiducia di quanta ne esprimano oggi le generazioni più adulte. Che la politica si può cambiare e non è vero che è immutabile. Ma se non la fanno loro, la politica la fanno gli altri. Avendo un’intera vita dinnanzi a sé, i giovani vivono di futuro e sono, quindi, chiamati a impegnarsi concretamente e a pronunciare, nei modi originali che sceglieranno, i loro sì e i loro no, e a dire ‘noi’ e non solo ‘io’ ”, sottolinea Palmisano.

Non si può guardare al futuro del Paese se non con gli occhi delle nuove generazioni. Troppo spesso, invece, noi adulti copriamo colpevolmente questa visuale. La sinistra deve fare la sua parte chiedendo a tutti di scomodarsi un po’ per dare ai giovani più libertà, più opportunità, più conoscenze. Se la nostra generazione non sarà capace di ridurre il debito e innescare nuove dinamiche di sviluppo, priveremo i giovani di tante chances”, illustra Civati.

Pippo Civati Palmisano Bitonto

Nel nostro Paese la criminalità organizzata è insediata territorialmente, vive, si trasforma. Perché non si riesce a debellare questo cancro? Quanto pesa questo insuccesso dello stato nella diffusione della cultura della legalità?

L’illegalità non è solo mafia. Ma le mafie prosperano nell’illegalità. C’è necessità di un’azione di contrasto, che deve far capo alla responsabilità dello Stato, del governo, degli apparati pubblici preposti alla sicurezza. La battaglia contro le mafie passa anche dalla riduzione dell’abbandono scolastico, dalle politiche per l’occupazione nel Sud, dal radicamento delle strutture associative e del volontariato, dalla cultura e dal messaggio che le istituzioni, la società, la chiesa possono trasmettere”, conclude lo scrittore.

La Puglia è una regione virtuosa, che dispone di grandi risorse: sociali, imprenditoriali, intellettuali, civili ed etiche. E ognuno dovrà dare il meglio di sé per continuare a costruire la nuova stagione. E’ quello che ci attendiamo anche da Leonardo Palmisano: che sappia mettere a disposizione le buone idee della sinistra e riesca a trasmettere una tensione ideale, senza la quale sfugge la visione di insieme, il senso di marcia. Il risveglio, la riscossa dovranno avere la cifra di un coinvolgimento ampio e senza deleghe in bianco, necessario per rianimare i valori civici e per rimettere in rete gli interessi sociali.

Nella foto in alto, da destra, Leonardo Palmisano e Pippo Civati con i cittadini intervenuti all’incontro al quartiere Japigia di Bari