Il mitico bocconotto conquista i centauri della Milano-Taranto

Accolta dall'automotoclub Aste e Bilanceri, fa tappa a Bitonto la rievocazione storica della famosa maratona motociclistica degli anni trenta

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La Milano-Taranto, rievocazione storica della mitica maratona motociclistica su strada degli anni trenta, ha scelto Bitonto come quinta tappa del suo lungo itinerario attraverso numerose regioni del Bel Paese. Giunto alla trentatreesima edizione, l’evento, che dal 1987 rinnova i fasti di una gloriosa pagina di sport, simbolo della supremazia tecnologica e delle passioni agonistiche di cui il paese si è potuto fregiare sin dagli inizi del secolo scorso, è organizzato dal Motoclub Veteran San Martino, fondato nel 1975 per salvaguardare il ricco patrimonio motociclistico nazionale.

(Foto: Massimiliano Robles)

Figlia della più antica Freccia del Sud, raid motociclistico che affonda i suoi natali nel lontano 1919, inizialmente vedeva Caserta come punto d’arrivo. La gara fu poi sospesa dal 1925 al 1932, anno in cui venne ideata, per volontà di Benito Mussolini, la Milano-Napoli.

Rivista e corretta nel 1937 nella Milano-Taranto, oggi rappresenta una vera e propria passerella di antichi ma ancora rombanti esemplari della migliore tradizione motoristica su due ruote: dalle piccole Laverda e Guzzi 75cc alle affascinanti sidecar e cyclecar, passando per le intramontabili Vespa e Lambretta, sino alle più blasonate Gilera, Ganna, Mondial, Ducati, Morini, Parilla e Bianchi. Una sorta di “museo itinerante”, che in poco meno di una settimana ha attraversato, tra paesaggi mozzafiato e bellezze artistiche, una miriade di territori e centri urbani, dalla Lombardia alla Puglia.

(Foto: Massimiliano Robles)

Sono quattro le categorie di motociclette ammesse alla gara: Le Gloriose, riservata alle marche e ai modelli che hanno partecipato alle edizioni della Milano-Taranto svoltesi tra il 1950 e il 1956; Storica, suddivisa nelle classi 75cc, 100cc, sidecar, cyclecar, scooter, 125cc, 175cc, 250cc, 350cc e 500cc insieme ai modelli dal 1925 al 1956; Sport con le classi 75cc, 100cc, Sidecar, Cyclecar, Scooter, 125cc, 175cc, 250cc, 350cc e 500cc e i modelli dal 1957 al 1967; Assaggiatori, grazie alla quale possono partecipare alla corsa anche motociclette moderne.

(Foto: Massimiliano Robles)

Dopo un lungo percorso tra le regioni del nord e del centro Italia, la corsa ha fatto tappa a Bitonto, al termine di un itinerario tutto pugliese. Partenza da San Giovanni Rotondo, poi dal foggiano la carovana dei centauri si è spostata a Barletta, dove ha fatto sosta nell’area di Porta Marina. Subito dopo i motociclisti si sono recati a Minervino Murge, “il balcone della Puglia” e a Gravina di Puglia. Termine del percorso, lungo 249 chilometri, Bitonto, dove l’automotoclub storico Aste e Bilancieri ha accolto con eccezionale calore i duecento centauri provenienti da tutta Europa.

(Foto: Massimiliano Robles)

Non è la prima volta che l’organizzazione sceglie di far tappa a Bitonto: già nel 2014 la gara era transita dalla città degli ulivi, mentre nel 2015 e nel 2017 ha scelto di sostarvi. Piazza Cavour, con lo straordinario fondale scenico del loggiato rinascimentale di palazzo Sylos Calò, ha fatto da suggestiva cornice all’arrivo delle moto, che hanno richiamato l’attenzione di un gran numero di sportivi e appassionati.

Tornati in sella, dopo aver apprezzato un gustoso buffet, nel quale troneggiavano i famosi bocconotti, che anche in passato sono valsi, insieme alle altre specialità pugliesi, il titolo di “miglior ristoro” alla tappa bitontina della Milano-Taranto, i motociclisti sono ripartiti alla volta di Bari.

(Foto: Massimiliano Robles)

Di lì la gara è proseguita in direzione di Taranto, passando per Castellana Grotte, Martina Franca, Ostuni e Villa Castelli. Un itinerario lungo 1.900 chilometri, percorso in sei giorni, toccando sette regioni: dalla Lombardia all’Emilia Romagna, dalla Toscana al Lazio, dal Molise alla Basilicata e alla Puglia.

Un’avventura singolare che ha permesso ai partecipanti di riscoprire il fascino di tante bellezze lungo la penisola e di assaporare tradizioni e tipicità enogastronomiche locali. Il tutto a bordo delle vecchie signore: il giusto connubio tra tecnologia e cultura.

(Foto: Massimiliano Robles)