Suoni, voci e colori del Mediterraneo al giardino pensile

Con il concerto de La Cantiga de la Serena, nella suggestiva cornice del centro antico di Bitonto, s'avvia un'originale rassegna culturale, tra musica, cinema e benessere

511
0
CONDIVIDI

La musica è viaggio. Tutta l’arte lo è, ma le note sanno trasportare l’anima più velocemente attraverso ambiti geografici, etnie, culture, religioni diverse. Le parole si librano nell’aria, veicolate dai gesti e sostenute dai suoni. Una sera senza confini è stata costruita con eleganza presso un’abitazione privata nel centro antico di Bitonto, appuntamento della rassegna Cultura panoramica – ideata dalla gentile padrona di casa, Silvia Cariello – che abbraccia la musica, il cinema, il benessere in senso ampio.

(Foto Massimiliano Robles)

Sul giardino pensile, con suggestiva vista su lama Balice, l’atmosfera si è fatta soave e complice, grazie ad alcune splendide melodie, in grado di attraversare lo spazio e il tempo, eseguite dal trio La Cantiga de la Serena. L’ensemble di musicisti pugliesi è abile nel riprendere, recuperando dalla storia, sonorità popolari del bacino del Mediterraneo. Il valore del progetto musicale sta soprattutto nel linguaggio interpretativo, nell’uso degli strumenti, nella ricerca di un metodo per veicolare i messaggi e rievocare storie di quella zona del mondo, che è ponte culturale tra occidente e oriente.

(Foto Massimiliano Robles)

Mentre la luna occhieggiava dietro l’architettura ottocentesca dell’istituto Maria Cristina di Savoia, La Cantiga de la Serena proponeva antiche romanze sefardite, racconti degli ebrei spagnoli, passando per canti medievali cristiani e melodie provenzali, arabo-andaluse e balcaniche. Il repertorio, introdotto ad ogni esecuzione dai racconti di Fabrizio Piepoli, voce solista che si avvale dell’accompagnamento di strumenti etnici, pur raggiungendo paesi lontani, non dimentica le radici dei raffinati musicanti.

(Foto Massimiliano Robles)

A condire di pugliesità la serata, l’interpretazione di brani della tradizione popolare, dal Salento al Gargano. Il canto è stato accompagnato dal suono mediorientale dei liuti di Adolfo La Volpe e dai fraseggi dei flauti di Giorgia Santoro, veri ricami sonori nell’armonia avvolgente proposta dal trio.

Il Mediterraneo è la partenza e l’approdo di questo nomadismo musicale, praticato con sapiente ricerca non solo dei suoni e dei ritmi ma anche delle parole e dei gesti. La Cantiga de la Serena è un esempio della bellezza della fusione fra culture così diverse eppur vicine.

(Foto Massimiliano Robles)

Un viaggio millenario che dalla tarantella del sud Italia raggiunge le melodie ebraiche, rivive la devozione dei pellegrini cristiani, incontra la tecnica del maqam islamico, tiene i tempi dispari della musica mediorientale e balcanica. Nasce così una celebrazione dell’umanità come mosaico variopinto, composto in secoli di tradizioni mescolatesi naturalmente; un inno alla concordia, espresso attraverso il divino afflato dell’arte.

La Cantiga de la Serena con Silvia Cariello (seconda da sinistra), organizzatrice della serata (Foto Massimiliano Robles)

Il prossimo appuntamento di Cultura panoramica è per domenica 30 giugno con il duo pugliese Starnuto – Nolente e lo spettacolo “Viaggio sensoriale tra contrabbasso, versi e teatro e…”.